giovedì 3 febbraio 2011

Newsletter 4 - Salvador de Bahia

Scrive Chicca
Newletter 4: “I 3 del mese”
3 febbraio 2011

Dialogo senza parole con un tassista bahiano           (Salvador de Bahia - 28 gennaio 2010)
Sei contento oggi? con tutta questa  gente che va e viene dall’aeroporto hai un sacco di lavoro!
A dire la verità di solito gli altri giorni lavoro di più. Sono d’accordo con alcuni hotel qui vicino e così porto sempre in giro turisti, a volte li accompagno alle spiagge e poi torno anche a prenderli. Sapete, Dio mi ha affidato un grande incarico, un grande privilegio…

E quale sarebbe?
Mi ha donato quattro figli bellissimi e ora mi ha chiesto di prendermi cura di altri quattro bambini che hanno perso la mamma, quindi siamo diventati in dieci in famiglia! Dio mi ha dato una grande opportunità, quella di poter educare otto figli!Sono stato davvero fortunato! quindi devo lavorare e fare di tutto per poter essere all’altezza di questo incarico, perché possano andare tutti a scuola e vivere una vita degna!la sera mi piace tornare a casa presto e passare un po’ di tempo con la mia famiglia, vedete a quest’ora (venerdi sera) tutti si riversano nelle strade e nei bar per ubriacarsi e festeggiare l’inizio del fine settimana, ma io preferisco tornare a casa, con la mia famiglia perché ogni giorno per me è un dono, una festa!

…..

E comunque anche quando sono in casa il mio cellulare è sempre acceso, cerco di essere sempre a disposizione 24 su 24 perché qualcuno potrebbe avere bisogno di me!potrebbe trovarsi nei guai, perso in questa grande città e magari di notte, non voglio pentirmi di non aver aiutato una persona nel bisogno solo perché avevo il cellulare spento o perché non ho voluto rispondere!anche quando vado in vacanza lo porto con me così, se non posso andare io, mando un collega.

…..

Eccoci all’aeroporto, che Dio vi accompagni! boa viajem!

Morale: a volte le lezioni di vita le trovi nei posti più impensabili, negli ultimi scampoli di tempo di una giornata e di un viaggio. Su un taxi o dentro una chiesa in rovina, dove da dieci anni un ragazzo francese accompagna i moradores de rua (i “barboni” in Italia) dormendo per terra sul pavimento freddo, pregando Dio tra cartoni e immondizie, aspettando tè di bucce di maracujà, guardando il fuoco scaldare la comida (pasto) su un forno a legna, condividendo quello che c’è da mangiare e un tetto per dormire.

Lezioni di vita e di fede che si leggono tra le rughe di padre João (nella foto sopra è il primo a sinistra), che con 82 anni di vita (e 47 di missione in  Brasile) sente questa terra come la sua casa, mentre con dimestichezza cammina tra le bancarelle e il fango del mercato di Sao Joaquin e si complimenta per la forza del piccolo, grande Isacco (che come tutti ha dormito per terra nella chiesa e condiviso tè di maracujà, strappando i sorrisi sdentati dei moradores de rua). Tra l’altro prima notte della sua vita senza biberon: anche lui nel suo piccolo ha imparato la semplicità di adattarsi a quello che c’è, senza disperarsi per quello che non c’è! E ora il bibe se l’è proprio dimenticato =O)
Altre rughe e vite e esperienze che hanno incrociato il nostro cammino nei giorni successivi,  all’incontro nazionale dei missionari italiani, e che ci hanno fatto rammaricare per la scarsità di giovani e l’assenza di famiglie. Ma allo stesso tempo abbiamo saputo apprezzare l’esperienza preziosa di tanti missionari con qualche capello bianco più di noi.






Tra il mare azzurro di questa terra bagnata dal sudore degli schiavi, che a tratti sembra di più Africa che Bahia, abbiamo passato alcuni giorni riflettendo con altri 110 missionari, circa il nostro stile di missione, la nostra “opzione preferenziale per i poveri”, il nostro essere ponte e scambio tra chiese, popoli e culture. Seppur distanti gli uni dagli altri sia per età che geografia, possiamo dire di esserci sentiti parte di una grande famiglia e si sa che dove c’è famiglia c’è casa! =O)

Ora siamo tornati a São Luis e stiamo dedicando alcuni giorni per fare verifica con tutta l’Equipe. Tutta perché  ora siamo al completo: sono arrivate Maria e Carolina, le due ragazze che vivranno con noi questa avventura in Brasile. E inoltre qui con noi ci sono don Giuseppe Pizzoli, direttore del Centro Missionario di Verona, e Anna Rosa, rappresentante per lo stesso Centro dell’Equipe di formazione per noi missionari in Brasile… oltre a don Alberto Brignoli  e Don Maurizio Cuccolo direttamente dal CUM – Centro Unitario Missionario della Conferenza Episcopale Italiana - guest star ma soprattutto amici…che onore!
Sono stati giorni davvero belli e proficui, vissuti nella vera corresponsabilità tra preti e laici! Possiamo dire di  essere davvero una bella equipe!

Stanchi per questo periodo così intenso, ma strafelici, vi salutiamo mandandovi un abbraccio bagnato dalla stagione delle piogge!
Un saluto particolare a chi tra poche ore aprirà questa mail al lavoro…forza e coraggio presto arriverà il caldo anche da voi!=O)
Un abbrabbacio o un baciobraccio come preferite!
Chicca-Damiano-Isacco

lunedì 31 gennaio 2011

LO SAPEVATE CHE......


STATISTICHE AGGIORNATE A GENNAIO 2010
(Ricerca su internet confrontando diverse agenzie: ISTAT, IBGE, WIKIPEDIA, …..)
PRODOTTO INTERNO LORDO pro capite:
Italia = 31.200,00 $   Brasile = 9.400,00 $  Maranhão = 3.074,00 $

Tasso di Alfabetizzazione:
Italia = 98,4%   Brasile = 88,6%   Maranhão = 77,0 %

Speranza di vita:
Italia = 80,2 anni   Brasile = 73,1   Maranhão = 68,4
Dati ufficiali di disoccupazione
in Brasile 44.000.000 (23%) di brasiliani lavorano e mantengono 190.000.000 di persone
in Italia 23.000.000 (38%) di italiani lavorano e mantengono 60.000.000 di persone

lunedì 3 gennaio 2011

Newsletter 3: Cidade Olimpica

Scrive Damiano
Newletter 3: “I 3 del mese”
3 gennaio 2011

Innanzitutto: buon 2011!
Che sia pieno di tutto, ma soprattutto di salute!!
Con la speranza che abbiate passato buone feste, vi diciamo che per noi sono state bellissime e molto… calde! Sono arrivati i genitori di Francesca e resteranno qui con noi per 15 giorni. Indovinate dove abbiamo passato l’ultimo dell’anno?? Prima abbiamo seguito su TelePace (tramite internet) L’Ultimo con gli Ultimi organizzato da Casa Serena (ci siamo emozionati!), poi siamo andati in spiaggia! Messa del Rinnovamento dello Spirito e poi tutti in riva al mare ad attendere la mezzanotte! Qui è tradizione saltare tre onde allo scoccare del nuovo anno, perché porta fortuna! Ed io e Chicca le abbiamo saltate… Spettacolare!
Per il resto, di noi vi diciamo poco… In questo periodo, come ci avevano detto in Italia, ci stiamo ambientando! Lingua (due ore di lezione al giorno con un’insegnante del posto), riunioni e messe, per incontrare tutte le comunità, le pastorali, le persone che operano in parrocchia e per farci conoscere... Stiamo partecipando ad alcuni progetti già presenti nella missione e osservando quali altre esigenze sono presenti sul territorio. Inoltre abbiamo anche un po’ di tempo per noi... per incontrare e conoscere le persone della nostra via e della comunità, per creare nuove amicizie, per stare anche da soli come famiglia, magari visitando la realtà in cui siamo inseriti e per stare con i 4 sacerdoti veronesi presenti qui. Anzi… ormai 3 sacerdoti… Perché il 9 gennaio (giorno del sesto anniversario della parrocchia Santissima Trindade) Padre Luca Mainente (fondatore della parrocchia stessa) lascerà, con una Santa Messa, il Brasile, per far ritorno a Verona! Forte è stato lo sconforto e il dispiacere delle persone del posto nell’apprendere questa notizia…

Dove viviamo…
Cidade Olimpica compie 14 anni
(Alcuni paragrafi sono tratti da un testo di don Daniele Soardo sul contesto sociale di Cidade Olimpica)
Il nostro bairro (quartiere), Cidade Olimpica, conta circa 70mila persone arrivate in poche settimane nel 1996 (anno delle Olimpiadi di Atlanta, da qui il suo nome), in quella che fu la più grande e violenta invasione dell’America Latina (terminata il 29 dicembre 1996). Cos’è un’invasione? Migliaia e migliaia di persone, da un giorno all’altro, occupano un terreno ancora disabitato (a volte di proprietà di industrie o dello stato, con conseguenti scontri) e ci costruiscono sopra case di fango e strade… 60 mila persone arrivate dall’interior del paese (la zona non sul mare), 60 mila persone che non si conoscono. E improvvisamente quello che era terreno vuoto e foresta, diventa città! Oggi il 30% delle case è ancora di taipa, di argilla, e le altre sono di mattoni grezzi (solo mattoni e tegole sul tetto, senza intonaco, senza controsoffitto). In tutte le case è arrivata la corrente elettrica, ma non in tutte c’è l’acqua, esistono dei pozzi, ma non sempre la distribuzione è costante. Non ci sono le fogne ma pozzi a fondo perduto, mentre le acque bianche delle case (lavandini e docce) vengono riversate direttamente in strada. Per questo si formano piccoli rigagnoli nelle vie e dove l’acqua stagna emergono buche enormi!
Solo 3 strade (le principali) sono asfaltate. Il resto delle strade sono ancora di terra, con problemi enormi di circolazione anche a piedi. Non c’è nessuna piazza, nessun luogo di ritrovo comunemente riconosciuto, nessuna biblioteca: solo un reticolo anonimo di strade sconnesse che si intersecano nelle tre principali, formando la città. Nella stagione delle piogge, da gennaio a giugno, le strade di Cidade Olimpica si trasformano in veri e propri torrenti. Mancano quasi tutti i servizi. Ci sono 4 centri di salute, praticamente non funzionanti per mancanza cronica di personale sanitario o di attrezzature o di medicine. Quando c’è l’uno manca l’altro, e la fila della gente in attesa è sempre lunghissima, tanto da far desistere anche i più ben intenzionati. I trasporti con i pullman da e per la città sono sempre affollatissimi e, causa le condizioni delle strade, mai in orario. La realtà è poverissima: l’80% delle famiglie ricevono la borsa famiglia (aiuti finanziari dallo Stato), il 70% vive sotto la soglia definita minima dal governo con il salario minimo di 500 reais (circa 220 euro). La maggior parte delle persone vive di lavoretti informali. Altissima la disoccupazione. In tutta Cidade Olimpica ci sono due scuole fondamentali pubbliche e qualche scuoletta privata. L’abbandono e/o l’evasione scolastica ha indici molto alti. Non ci sono scuole superiori in Cidade Olimpica, quindi i ragazzi dovrebbero andare nella vicina Cidade Operaria, usufruendo del mezzo pubblico. A causa del costo del bus pochi ragazzi possono permettersi di proseguire la scuola dopo l’insegnamento fondamentale.
Cidade Olimpica è un bairro di grande violenza: un morto ammazzato alla settimana, e poi assalti e ruberie all’ordine del giorno. In tale degrado, droga, violenza e prostituzione sono tre grandi piaghe sociali. Il numero di giovani che fanno uso di droghe è salito in questi ultimi 5 anni in maniera preoccupante e sono di solito i giovani sotto effetto della droga i principali responsabili degli atti di violenza contro la persona o il patrimonio. 
La chiesa di São Luis, per rispondere alle esigenze pastorali di quest’area, ha istituito nel 2006 la parrocchia Santissima Trindade, affidandola a 4 preti fidei donum veronesi: Padre Daniele e Padre Luca (i primi ad arrivare) e poi nell’ordine di arrivo, Padre Claudio e Padre Orazio (nella foto qui sopra). Nella parrocchia è sorta, due anni fa, la Fondazione Giustizia e Pace si abbracceranno (Fundação Justiça e Paz se Abraçarão - JPA), braccio operativo della parrocchia, per dare una prima risposta agli enormi e irrisolti bisogni sociali di queste persone: droga, violenza sociale (assalti, ruberie), violenza sessuale, spesso intra-familiare, non rispetto degli obblighi scolastici, violenza su bambini e donne. La chiesa, la parrocchia, non può stare con le mani in mano di fronte a tanto degrado!
Qui solo il 5% della popolazione è cattolico praticante, il resto o non pratica o è evangelico. Le chiese evangeliche nascono come i funghi e purtroppo, però, spesso dietro si nascondono truffatori che si approfittano della povera gente.
La parrocchia di Santissima Trindade ha una sede centrale e 7 comunità sparse nel raggio dei 6 km quadrati di Cidade Olimpica. Ogni comunità ha la sua chiesetta (piccolina, semplice, ma funzionale) e un piccolo centro ricreativo-formativo per le attività sociali. La gente può decidere di andare a Messa nella sua comunità o nella parrocchia principale. Ogni comunità ha poi proprie attività, propri gruppi (come una normale parrocchia in Italia), ma tutte dipendono poi dalla grande parrocchia. E ogni anno tutte le comunità si ritrovano i primi di dicembre per decidere le attività per l'anno successivo. I sacerdoti coordinano, ma qui il laicato vive una grandissima forma di corresponsabilità!

Noi siamo inseriti in questo contesto. Stiamo benissimo, siamo felici. Il Brasile, poi, è il paese dei contrasti e delle contraddizioni! Nonostante tutti i problemi che possano esserci, è bello vedere la gente sempre e comunque festosa, sorridente e solare, ed ancora più bello condividere con loro la quotidianità!

BUON 2011!
Damiano, Francesca, Isacco

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale 2010 dal Brasile!

Natale in Brasile

Prima di partire… sognavo un Natale senza tutte le lucette e le luminarie che illuminano le nostre strade in Italia…
Ed invece ci sono anche qui! Di ogni tipo, di ogni colore, di ogni lunghezza… Alle rotonde, ai semafori, sui lampioni della luce… Sulle porte delle case, dentro le finestre, anche nelle capanne più povere…
  
Prima di partire… speravo in un Natale non legato al consumismo e alla corsa obbligata al regalo…
Ed invece è così anche qui! Cosa importa se durante l’anno non si arriva a fine mese? Natale è Natale. C’è l’amico invisibile (scambio di doni), i negozi sono pieni di cianfrusaglie, la pubblicità martella, tutti comprano qualcosa, arriva Babbo Natale…

Prima di partire… speravo proprio di non incontrare Babbo Natale anche in Brasile!
Ed invece è anche qui! Anzi… è dappertutto… Ci sono i pupazzi in vendita, le gigantografie da appendere in camera, le sue foto… ci sono persone ai semafori che vendono i cappellini del vecchio Babbo… nei negozi i commessi sono vestiti come lui (e con il caldo che c’è, è incredibile!)… la prefettura lo fa arrivare in centro città dall’alto, con un elicottero… ci sono addirittura alcune moto addobbate come fossero slitte o renne!!

Prima di partire… sognavo nuovi alberi di Natale! Una palma, un banano, un pau brasil…
Ed invece il pino è anche qui! Ovviamente finto! E così vedi carri trascinati dagli asinelli che trasportano alberi giganti fac-simile pieni di palline e addobbi… Vedi in ogni casa i pini finti sull’uscio… Inviti a casa tua i bambini della via per far loro vedere le foto di Verona e ti senti dire: «che fortunati che siete voi in Italia! Avete alberi di Natale veri dappertutto!».

Prima di partire… sognavo un Natale brasiliano…
Ed invece mi accorgo che l’Europa dei ricchi e del consumismo è arrivata anche qui!

Prima di partire… speravo di vedere il presepio in ogni casa…
Ed invece il 95% delle persone di Cidade Olimpica non è cattolico, anzi… è anti-cattolicesimo! E così guai a venerare Maria, San Giuseppe o qualsiasi altro santo… Guai a venerare una statua o un’immagine… Per fortuna Gesù nasce anche da (e per) loro!

Prima di partire… mi stupivo a pensare un Natale senza neve!
Ed invece un po’ c’è anche qui! Perché ci arrivano le foto, perché sentiamo per telefono il freddo che si vive in Italia, perché le persone che incontriamo ci chiedono com’è la neve, ci domandano com’è camminarci sopra e vederla cadere… e noi un po’ ci emozioniamo a raccontarla per chi non l’ha mai vista…

Prima di partire… speravo che almeno qui in Brasile il 25 dicembre fosse una vera festa cristiana, con Gesù Bambino che nasce in una mangiatoia e porta la gioia e il lieto annuncio!
Ed invece mi accorgo che non è così! Però qui Gesù Bambino nasce ogni giorno… Nasce in case di taìpa (di fango) a cento metri da casa nostra… Nasce senza un medico che lo accompagni fin dall’inizio… Magari nasce in un ospedale, ma un’ora dopo è già a casa e ci torna in autobus… Nasce ogni giorno con un bue e un asinello in casa che vivono con lui… Nasce con la speranza di crescere, di diventare qualcuno nella vita, di aiutare il prossimo.. anche se nel suo cuore sa già che dovrà portare mille croci fin da bambino, per poter sopravvivere e lottare in questa vita!

Prima di partire… non avrei mai immaginato di vivere ogni giorno il Natale…
Ed invece eccoci qui!

Buon Santo Natale di pace dal Brasile
 Damiano, Chicca, Isacco

venerdì 3 dicembre 2010

Newsletter 2 - il primo mese nel Maranhão

Scrivono insieme Chicca e Damiano
Newletter 2: “I 3 del mese”
3 dicembre 2010

Ciao a tutti! Sono i 3 del mese… e, siccome abbiamo deciso che ogni 3 di ciascun mese invieremo una newsletter a casa, eccoci qui!
Ormai siamo quasi al primo mese di Brasile e pian piano cominciamo a sentirci sempre di più a casa. La rete di amicizie che sta nascendo è ogni giorno più grande! Ed è davvero bello sentire tutto questo sostegno, da voi amici di sempre (che non ci fate mai mancare notizie dall’Italia) e dagli amici nuovi! In ogni posto in cui andiamo, ogni messa o incontro a cui partecipiamo, c'è chi fa una preghiera per noi o chi ci dà il benvenuto, ringraziandoci per la nostra presenza! Dalla chiesa al supermercato, tutti si stringono attorno a noi per farci sentire bene, per farci sentire accolti e per darci la loro disponibilità! È davvero molto bello!
Il nostro inserimento procede con molta tranquillità, a piccoli passi... i padri sono molto impegnati e quando possono ci chiamano perchè partecipiamo alle varie attività. Personalmente stiamo un po’ sperimentando l'inutilità e il mutismo! Inutili perchè dobbiamo ancora iniziare a darci da fare in maniera concreta... Uno, perché qui stanno per iniziare le vacanze estive, per cui il nuovo anno scolastico, pastorale, sportivo inizierà a metà febbraio... Due, perché è necessario un periodo di ambientamento… quindi stiamo vedendo cosa c'è, stiamo conoscendo la realtà, studiando l'ambiente, incontrando persone... ma di concreto ancora nulla, anche per colpa della lingua... (ecco perchè siamo muti). Il portoghese non è come il dialetto...! stiamo studiando (abbiamo 2 ore al giorno di lezione con la professora Rosinha) e speriamo di imparare in fretta! La vita per ora è questo... è stare con  la gente, è vedere come vive, è anche voler spaccare il mondo, aiutare, darsi da fare, andare a letto con mille idee nuove per la testa, voler sporcarsi le mani e accorgersi che non si può ancora fare nulla, o quasi... Però è bello! è vivere senza correre, senza mille impegni, senza mille pensieri... è stare con la gente, parlare, pregare, ascoltare, ascoltare, ascoltare... Stiamo bene e siamo felici!

È stato comunque un mese intenso! Siamo stati all'incontro dei giovani, allo studio biblico, alla quarta di Paz - un cammino di approfondimento sul tema della campagna della fraternità. Poi è venuta la Legião de Maria a farci una visita e a recitare un rosario insieme, verrà la pastorale familiare, siamo stati a messa in quasi tutte le comunità della nostra immensa Paroquia, abbiamo partecipato a un paio di visite della Pastoral da Criança (con la visita nelle case e i pesaggi dei bambini), Damiano sta cominciando a entrare nella Pascom (Pastorale della Comunicazione) e Isacco ha fatto public relation con tutti i bambini della zona. Poi abbiamo partecipato a vari eventi della parrocchia e della Diocesi come il concerto organizzato dai giovani, la celebrazione dei Ministri della Parola o il casamento comunitario, con 9 matrimoni in un colpo solo!
Oltre a tutto questo però abbiamo avuto anche alcuni giorni liberi, per studiare, per visitare la città, per andare al mare (è iniziata anche la fase abbronzatura, per integrarci meglio!!) e riposarsi un po' , accompagnati dalla nostra inquilina Flor de Maria, che non ci aiuta molto con la lingua (perchè non ci corregge mai!) ma che ci fa entrare nella cultura maranhense con grande disponibilità!

La vita in Rua 11 procede molto bene: all'inizio eravamo quelli che abitano nella casa di Luisa e Paolo (che, per chi non lo sapesse, sono i laici veronesi che ci hanno preceduto a Cidade Olimpica con i loro 4 figli). Ora la gente ci parla ancora spesso di loro, ma, pian piano, cominciano ad abituarsi alla nostra presenza. I bambini e le ragazze della via vengono spesso a trovarci per giocare, chiacchierare o ballare insieme! Anche domenica scorsa si sono autoinvitati tutti a fare un churrasco (una nostra brustolada!) a casa nostra. È stata davvero una bella giornata! Con una 20ina di persone che giravano per casa... con tanto di pista da ballo in salotto e musica a tutto volume (per una volta ce la siamo permessa anche noi, visto che qui attorno hanno tutti musica altissima a tutte le ore del giorno e della notte)!

Non vi nascondiamo un po' di tristezza per questo periodo di violenza: da quando siamo arrivati ci sono stati vari episodi gravi, che fanno riflettere… Appena siamo arrivati, ci sono stati 18 morti ammazzati nel carcere di São Luis, in seguito a una rivolta dovuta alla mancanza d’acqua nel carcere (e forse per altri motivi). Qualche giorno fa, invece, è stato ucciso Padre Bernardo, sacerdote novello (da settembre) e, prima, diacono per un anno qui nella comunità dell'Assunção... Anche per questo la sua morte è stata un grande lutto per la nostra parrocchia. Il ragazzo che l'ha ucciso era implicato nella droga e aveva già tentato di uccidere una persona. Viveva nell'interior (fuori dall’isola di San Luis) dove il suo destino e quello di Bernardo si sono incrociati un pomeriggio, quando l'uno era in crisi di astinenza e, facendo finta di chiedere un passaggio, tentava di rubare la macchina al primo malcapitato che passava di lì e l'altro stava andando a celebrare una messa e ha ben deciso di dare un passaggio a colui che stava sul ciglio della strada... La cosa più triste è che poi l'assassino è andato a bersi un bicchiere di cachasa e Bernardo, se fosse stato soccorso prima e fosse stato qui a São Luis, con gli ospedali e le possibilità della città, forse ora sarebbe vivo.
Purtroppo qui cresce sempre di più l’utilizzo della droga. Droga che porta a episodi come questi… Siamo stati a una messa ad Axixà (nell'interior) con Padre Daniele, che, durante l'omelia, ha chiesto alla gente quali sono i mali che affliggono il nostro tempo. E tutta la chiesa, che era davvero stracolma di gente, in un solo momento e ad una sola voce ha risposto: la droga! Ci è venuta la pelle d'oca! Potevano dire mille altre cose... fame, violenza, soprusi, corruzione, malattie, assalti e invece...
In un altro incontro una ragazzina di 13 anni ha preso la parola chiedendo quanti dei presenti conoscevano almeno una persona con problemi per la droga e tutta la sala ha alzato la mano... Ma nella sala c’erano solo bambini di 6, 7, 8 anni!!! È disarmante!
Eppure anche il Vangelo della prima domenica di Avvento ci ha detto di svegliarci, di stare attenti e pronti preparando l'arrivo di Gesù e questo significa anche non lasciare che le cose ci scivolino addosso, dobbiamo denunciare quello che accade, soccorrere chi è nel bisogno e promuovere una cultura di pace e aiuto reciproco. Perchè chi educa alla violenza o lascia che questa si diffonda, pianterà e raccoglierà solo altrettanta violenza.

Noi procediamo sicuri perchè sappiamo che Dio è con noi e nonostante tutti questi fatti negativi che sembrano voler offuscare tutte le cose belle, percepiamo anche i tanti segni positivi della sua presenza! E il bello è che saltano fuori quando meno te lo aspetti, magari una sera fuori con le prostitute o in un ricco campo da basket della città, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo in futuro...

Scusate se ci siamo un po’ dilungati! La prossima volta saremo più veloci…
Di nuovo un saluto e un abbraccio forte a tutti voi e un augurio di buon Avvento!
Ci risentiamo per gli auguri di un caldo Natale!

ciaooooooooo
I 3 del mese
Chicca Dami Isi
Ps.qualcuno ci conserva un po’ di neve nel freezer?

martedì 9 novembre 2010

Newsletter 1 - Notizie a caldo

Scrive Chicca
Notizie  a caldo 9 novembre 2010

Oltre che a caldo direi proprio DAL caldo!
Sono le tre del pomeriggio, non so di preciso quanti gradi ci siano.. ieri all’atterraggio ci hanno detto 35 e  mi sa che oggi pure.
Il volo è andato bene, dodici ore per san paolo e  poi sette ore di attesa per san luis più tre ore di volo…insomma siamo arrivati praticamente dopo 24 ore dalla partenza da casa!



L’accoglienza all’aereoporto è stata ottima, già scendendo dalla scala mobile si intravedevano gli obbiettivi delle macchine fotografiche dei don che ci aspettavano alla saida (uscita) e dopo essere usciti illesi dai controlli del bagaglio con i nostri bei chili di grana, vino, speck e crudo ci siamo ritrovati stretti in abbracci e flash! che bellezza! (vedi mini video sopra)
L’abbraccio del caldo non ci ha ancora lasciati ma per fortuna tira sempre vento e quindi diciamo che si sopporta=O)
Dopo averci caricato sulle limousine della missione (uno mille e doblò=O)) sfrecciando per le strade della periferia di San Luis siamo arrivati a casa…ancora adesso dire questa parola mi commuove…cavoli, casa???... mentre isacco ancora ci ripete che la nostra casa è quella della Shuya e della Macchia, i nostri cani…chissà se un giorno capirà l’enorme distanza che ci separa da casa?!
In rua 11 quadra 111 casa 22 blocco B ci aspettava un super rinfresco preparato da alcune donne che aiutano i padri e che ci hanno accolto con canti e sorrisi, Francisca- l’ortografia portoghese mi impegnerò ad impararla=O)- mi ha parlato tutto il pomeriggio in un brasileiro spedito gioioso e io ho parlato altrettanto felicemente con sorrisi e cenni di assenso conditi con quattro parole imparate in Italia- e comunque Damiano manco quelle sapeva!=O)-    (vedi video qui sotto)
Isacco si è accostumato subito giocando con la terra fuori dal cancello di casa e diventando in pochi minuti dello stesso colore dei suoi nuovi amici (che lo osservavano ridendo!)
La giornata si è conclusa con un giro dai padri, per fare una rapida telefonata alle famiglie, una cena frugale per il poco appetito tra caldo e aereo, e lo sguardo di Flor de Maria –la nostra coinquilina- che ci guardava spalmarci sempre di più sul divano con la palpebra calante –alle otto della sera=O)-
Quando la porta della camera si è chiusa ci siamo guardati da una zanzariera all’altra – sopra al letto - e abbiamo pensato: ma chi ce l’ha fatto fare? Davvero se uno fosse partito per motivi esotici o per moda o per egocentrismo, di certo arrivato qui avrebbe salutato, ringraziato e se ne sarebbe ripartito: belo – visto – nemo! Ma noi sappiamo di essere partiti in quattro e sappiamo bene Chi ce l’ha fatto fare! Questo ci dà la forza per camminare pian piano e senza pretese, per diventare per un po’ maranhensi e condividere un pezzo della nostra vita tra queste case senza vetri e giardini, tra cavalli e asini che se ne vanno liberi, tra terra rossa e palme, tra contraddizioni e realtà, tra zanzariere e cielo, tra immondizie e strade dissestate dove persone, donne e bambini ogni giorno vivono, abitano e camminano pensando all’oggi e poco al domani.

Ciaooooo! A presto!
Vado a prendere un cocco in giardino=O)

ps. ricordatevi che qui in Brasile non esistono campanelli e per annunciarsi alla porta si battono le mani, quindi se quando state per andare a dormire sentite batter le mani vi conviene andare a vedere..magari ci sono tre ragazze al cancello con un bellissimo sorriso e un cartellone colorato in mano: BEN VENUTI IN BRASILE!!!