domenica 4 novembre 2012

Newsletter 25: Vi racconterò degli Indios...



Scrive Chicca
Newsletter 25: “I 3 del mese”
3 novembre 2012: Vi racconterò degli Indios...
Premetto dicendo che non siamo ancora riusciti a conoscere questo popolo da vicino, perché entrare nelle “aldeias” non é facile, non é per tutti. Come quando si passa in territorio indigeno, non si può fermarsi, perché è proprietà privata degli indios, come se si desse per scontato che chiunque altro metta piede su quella terra sacra non sarebbe in grado di trattarla allo stesso modo.
 
Rispetto é la prima parola che mi é venuta in mente quando l’anno scorso, per raggiungere la città di Carolina all’interno del Maranhão, siamo dovuti passare in mezzo ad una riserva. Improvvisamente, case, coltivazioni, caos e disordine urbano, hanno lasciato spazio ad una distesa di foresta incontaminata, o quasi. Dalla strada asfaltata partono ogni tanto dei piccoli sentieri che si perdono tra gli alberi e sullo sfondo si scorge qualche tetto di paglia, mentre un’insegna di legno porta inciso il nome della tribù che abita in quel luogo. La strada sembra deserta, solo ogni tanto si vede qualcuno a piedi, una mamma con dei bambini, un signore.. subito si nota la differenza somatica, non ci sono tratti afro o portoghesi su quei bellissimi visi dai lineamenti fini e dai capelli neri, dritti e lucidi che scendono sulla fronte con la tipica frangia.

Profanazione é l’altra parola a cui ho pensato quando la settimana scorsa, guardando il telegiornale, ho visto il servizio sugli indios Guaraní Kaiowá, nello stato del Mato Grosso del Sud: i rappresentanti della tribù stavano seduti al tavolo delle trattative. In mezzo a uomini eleganti, politici, avvocati e giornalisti spiccavano loro normalmente vestiti e con il copricapo di piume coloratissime. A parte questo, che a noi europei non abituati fa molto effetto, ciò che più colpiva erano le loro lacrime. Dopo giorni di tensione e dopo aver minacciato il suicidio collettivo, sono riusciti ad ottenere, attraverso la giustizia federale, il diritto di poter rimanere nel loro territorio. Ma fino a quando riusciranno a limitare la forza di grandi “fazendeiros” e di politici corrotti, affamati di potere e di terre? O fino a quando la gente riuscirà a impedire la costruzione della diga di Belo Monte che minaccia l’espulsione di migliaia di persone dalla loro casa, dalla loro terra? Fino a quando permetteremo che lo stupro di una ragazza indigena da parte di 6 pistoleros sia un mezzo per sottolineare l’inferiorità e la sottomissione degli indios? E cosa possiamo fare noi???
Forse c’é che parole come fazendeiros, indios, pistoleiros, sembrano tratte dai fumetti, o che altre parole come corruzione, politica, interessi, ci sembrano troppo distanti, o altre ancora come diritti, giustizia e pace ci sembrano impossibili.
Informazione e comunicazione sono le parole che mi vengono in mente adesso, armi letali che sono anche nelle nostre mani, mani di persone comuni che hanno il diritto e il dovere di volerne sapere di più. Sforziamoci di andare oltre.
I comboniani in questo sono dei veri maestri, il web é ricco di loro siti e blog dove non si stancano mai di denunciare e non lo fanno solo attraverso le loro parole, ma soprattutto attraverso fonti concrete che citano. Se volete sapere come va il mondo, quello vero, vale la pena darci un’occhiata. Buon viaggio!




Oggi, 30 di ottobre, il Governo Federale è riuscito a sospendere l’ordine di espulsione del popolo Guarani-Kaiowá, evitando cosí il genocidio preannunciato. La mobilitazione dell’opinione pubblica attraverso le reti sociali è stata determinante a questo scopo




per protesta sono state piantate a Brasilia (capitale del Brasile), 5000 croci in ricordo a tutti gli indios morti nella lotta per la terra









marcia degli studenti Kaiowá a Brasilia







In questi giorni festeggiamo il secondo anniversario in terra brasiliana. Abbiamo ancora un anno davanti a noi! Questa newsletter é arrivata con un giorno di ritardo causa nuova tinteggiatura di casa... Scusate!
Vi ringraziamo per le risposte, per chi ci pensa, per chi prega per noi e per le persone che ci circondano!
Un grande abbraccio, uniti nella preghiera
Ciao
Chicca, Damiano e Isacco

Qui sotto alcune nostre foto....

CON LA PASTORAL DA CRIANÇA (Past. del Bambino) - 12 di ottobre Festa dei Bambini






CLOWN TERAPIA CON IL GRUPPO GIOVANI IL 12 OTTOBRE


DAMIANO NUOVO ALLENATORE DI CALCIO A 5 FEMMINILE E (FINALMENTE) ALLO STADIO DI SÃO LUIS (squadra della città – il Sampaio Correia – promossa dalla Serie D alla Serie C davanti a 70mila persone)

VARIE ED EVENTUALI
Cattedrale di São Luis

Isacco dorme durante il matrimonio della zia Alice con Riccardo, che siamo riusciti a seguire via skype nonostante fossero le 5.30 del mattino brasileiro. W gli sposi!
In questo mese è venuto a trovarci don Daniele Granuzzo, direttore del Centro di Pastorale Giovanile di Verona. Lo ringraziamo per la visita e per averci lasciato delle bellissime foto. Non si finisce mai di esplorare!!




mercoledì 3 ottobre 2012

Newsletter 24: The Mission



Scrive Damiano
Newsletter 24: “I 3 del mese”
3 ottobre 2012: The Mission
Accendo la musica. Ennio Morricone: la splendida colonna sonora di “The Mission”. Emozioni enormi, grande opera d’arte di una canzone diventata famosa con un film dedicato ad una missione proprio qui in un Sud America al confine tra Brasile e Argentina.. Riascolto quella musica e ripenso alla nostra missione. Questa é la newsletter 24, quella che apre il 24º mese in terra brasileira, i nostri primi 2 anni!


I primi 22 secondi di Morricone mi ricordano proprio i primi tempi. La calma, la tranquillità di un periodo silenzioso, dove non conosci niente e nessuno, dove a guidarti per le anonime vie di Cidade Olimpica è una semplice mappa spartana, dove la lingua non aiuta e tutto sembra cosí diverso, strano, pericoloso e al tempo stesso da scoprire... quei primi 22 secondi ricordano però anche una canzone solenne di chiesa. Canti e chiesa, caratteristiche di questo Brasile e di quei primi tre mesi quando, per farci conoscere e per conoscere andavamo a tutte le Messe possibili, cantando e battendo le mani ad ognuno dei tantissimi canti che animano le celebrazioni, e abbracciavamo un sacco di nomi, che col tempo sarebbero diventate facce note e dopo ancora amici veri!
D’improvviso la canzone cambia. E fino al secondo 47 ha le note soavi della fiducia, dello scambio, della reciprocità. Ed ecco il nostro secondo Brasile: quello in cui entri nei progetti, nelle pastorali, delle riunioni. Quello in cui inizi a trovare te stesso all’interno del tutto. Quello in cui hai la spensieratezza dell’affiancarti a persone che vivono la quotidianità del posto, senza affanni, senza stress, ma con la consapevolezza che ci sei non tanto per salvare vite umane (fortunatamente qui non c’è un altissimo tasso di mortalità dovuta alla fame), né tanto meno per portare la parola di Dio (i brasiliani in questo senso sono imbattibili: vivono Dio in ogni aspetto della loro vita, leggono e studiano quotidianamente la Bibbia, amano la loro religiosità, la Parola del Signore e gli insegnamenti di Gesù): capisci che noi siamo qui per accompagnare le persone in questa area periferica, per dare un aiuto soprattutto sociale, per camminare a fianco di chi incontriamo, cercando di dare il meglio di noi. Insomma in pochi secondi capisci il tuo ruolo, la tua realtà, il tuo essere in missione.
Ed ecco che la musica prende ritmo. Ed é tutto un crescendo. Entri nei progetti, li organizzi, dai una mano, porti nuove idee, le condividi, le discuti, le metti in atto. Entri nella vita parrocchiale, fai parte delle pastorali, accompagni e crei nuovi gruppi di adolescenti e giovani, vai alle messe, conosci le persone della comunità e chiacchieri del più e del meno. Entri nella vita di Cidade Olimpica, giri per le strade con naturalezza, incontri sempre molte persone che ti salutano, perché sei stato professore di basket a scuola, perché giocano nella squadra di calcio del progetto, perché sei stata responsabile del progetto con le mamme in gravidanza, perché sei compagno d’asilo, perché sono persone della comunità, o semplicemente perché sei straniero ed é bello salutare uno di fuori imitando l’accento italiano! Nascono amicizie. E la musica continua con il suo ritmo alto. Gli impegni si moltiplicano, lo stress a volte va di conseguenza! La vita con l’equipe degli italiani è ottima sia negli incontri formali che nelle mangiate o le feste di compleanno di gruppo. Insomma tutto incalza, proprio come le note di Ennio Morricone. Che peró improvvisamente si fermano!
Minuto 1:52. Ritorni sulla terra. Calma. Ti domandi di nuovo cosa vuol dire essere missionario in questo angolo sperduto del Maranhão. Maggio 2012: Sante Missioni Popolari. Tutta la comunità partecipa. Ogni fine settimana, per un mese, 300 persone della Parrocchia, dai bambini agli anziani, con bandiere e inni (con titoli come “Vai Missionario Vai!” o “Sou Missionario”) hanno visitato le 11 mila famiglie di Cidade Olimpica e dei bairros ai dintorni.  Bussando, suonando il campanello o battendo le mani ad ogni portone, ogni cancello, ogni finestra. Chiamando le persone ad uscire, a leggere un pezzetto di Bibbia, a condividerlo, a pregare insieme. 300 missionari ogni fine settimana si sono fatti chilometri dalle 6 del mattino alle 6 della sera per invitare persone a partecipare alla comunità, sfidando sole cocente o piogge prepotenti. Dall’altro lato, 90 mila persone hanno accolto questi missionari: hanno aperto le loro porte quasi tutti! Nonostante qui ci sia una percentuale spropositata di cristiani di matrice evangelica e quindi non cattolici. Ma hanno aperto le porte, hanno condiviso la Bibbia, hanno pregato insieme. Qualcuno ha avuto anche discussioni poco ecumeniche, ma che fanno bene per crescere. In un mese tutte le mattine, nelle case delle persone della parrocchia, c’erano incontri di preghiera e di lettura della Bibbia: uno alle 5, uno alle 5.30 e cosi via, per ogni zona della periferia. E di sera quotidianamente incontri, eventi, feste, momenti di spiritualità. Senza dimenticare le visite nei bar, nelle discoteche, nel luoghi di incontro dei drogati. Un mese che ci ha fatto riflettere. Non eravamo più gli unici missionari, quelli venuti da lontano, ma missionari in mezzo ad altri centinaia di missionari. Per la prima volta ci siamo sentiti uguali, se non addirittura “meno missionari” di chi ci stava intorno! E abbiamo imparato tantissime cose! Un mese unico che ha portato nuova vitalità e nuove persone in parrocchia. E da lí nuovi entusiasmi, nuova voglia di fare, nuove possibilità.
Minuto 2.23, quello della speranza e della voglia di fare di più: la visita nel carcere minorile, le chiese e la nuova sede della Fondazione da costruire, una Gmg a Rio de Janeiro da organizzare, un nuovo progetto di riciclaggio e burattini in arrivo........ ma tutto questo fa parte di un’altra storia e probabilmente è tutta un’altra musica. Che ascolteremo più avanti.
Nel frattempo buon ottobre missionario a tutti! E viva la Missione!

Ciao a tutti!
Damiano Chicca Isacco

Nell’allegato con la newsletter, la musica in questione! E qui sotto alcune foto e una richiesta...
 
Settembre mese con la festa che commemora la festa d’indipendenza del Brasile (il 7) e quest’anno anche i 400 anni della fondazione della cittá di São Luis.
Isacco ha sfilato con la sua scuola per le vie di Cidade Olimpica.







 
In questo mese abbiamo anche ricevuto una breve ma intensa visita prima di don Giuseppe, direttore del Centro Missionario di Verona, e poi di amici come Simone e Serena che ci hanno fatto respirare un po’ di aria di casa.








Piccola richiesta.
L’anno prossimo la Giornata Mondiale della Gioventù sará qui in Brasile, precisamente a Rio de Janeiro. Stiamo organizzando per portare più giovani possibili dell nostra parrocchia di Cidade Olimpica all’incontro con il Papa e con i giovani di tutto il mondo. Purtroppo i prezzi di iscrizione sono stati pensati inserendo il Brasile come Stato di classe A, allo stesso livello di Europa e Stati Uniti! E questo implica che moltissimi giovani delle aree più povere del Brasile, come il Maranhão, non potranno partecipare a questo evento da loro molto sentito. 
Se qualcuno può/vuole collaborare con noi anche dall’Italia, ci sarete di grande aiuto! Basta mettere nella causale: Gmg a Rio per un giovane di Cidade Olimpica. Questo l’iban del Centro Missionario di Verona, dove si possono inviare le donazioni. Grazie per la collaborazione e l’appoggio che ci date sempre! Damiano e Chicca
IT 04 W 05034 11750 000000130000
Per chi é interessato questo il video con l'inno ufficiale della GMG 2013 a Rio. Clicca qui!

CIAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO


 Carrellata di foto delle Sante Missioni Popolari...







lunedì 3 settembre 2012

Newsletter 23: Lo stupore ha gli occhi che luccicano



Scrive Damiano
Newsletter 23: “I 3 del mese”
3 settembre 2012: Lo stupore  ha gli occhi che luccicano
Eravamo in una delle sale del vecchio Cum a San Massimo (VR). Lo ricordo come fosse ieri. Era febbraio del 2010. Io e Chicca, con don Giuseppe e Rita del Centro Missionario di Verona. L’ultimo incontro, quello della decisione definitiva, e poi da lì in avanti sarebbero iniziati gli incontri di formazione. La meta sarebbe stato il Brasile, entro fine anno. E fu! Ma di quella fredda giornata piovosa e memorabile, ricordo, con gioia, una mia frase più di qualsiasi altra. «Non vedo l’ora di organizzare un’esperienza missionaria con i giovani di Verona in Brasile! Comincio già a pensarla...». Cioè... ricapitolando: riunione che definisce la nostra partenza. Riunione che conferma in maniera definitiva che saremmo tre anni in Brasile. Riunione che di fatto dà la conferma che la tua vita cambierà radicalmente e io... io penso di organizzare un campo missionario breve per i giovani veronesi.... Sì, perché in quel momento penso alla mia unica esperienza breve (Guinea Bissau 2006). Penso che mi ha cambiato la vita. Penso che quando sono tornato qualcuno mi ha detto: «hai gli occhi che luccicano!». Che bella frase! Penso che tutti dovrebbero avere gli occhi che luccicano dallo stupore! E cosí ecco quella mia uscita... A ripensarci fa un po’ ridere, ma oggi, dopo che il mio sogno s’è avverato, posso dire che n’é valsa la pena!
In autunno dell’anno scorso arrivò una proposta dai ragazzi del Movimento Giovanile Missionario di Verona (oggi Missio Giovani) di organizzare un’esperienza breve in alcune missioni diocesane per giovani dai 18 ai 35 anni di Verona. La mail che sognavo! Parlandone con l’equipe qui São Luis scegliemmo di dare la disponibilità per accogliere 8 giovani. L’entusiasmo dei ragazzi di Missio, con l’aiuto del Centro Missionario Diocesano per quel che riguarda una parte della formazione degli 8, ha permesso il realizzarsi della proposta... e così l’11 agosto, ecco atterrare Anna, Francesca, Lucia, Andrea, Nicolò, Filippo e i due seminaristi Alessandro e Damiano. Andare all’aeroporto, per noi italiani che viviamo all’estero, é sempre un qualcosa di emozionante. Perché vuol dire novità, vuol dire rivedere qualcuno che é tanto che non vedi, ma anche il contrario quando é ora di partire... E non vi dico che emozione anche in quell’11 agosto!
Da lì in poi sono iniziati giorni pienissimi! Agende strapiene di incontri, di esperienze, di visite. Persone da incontrare, comunità da vivere, missionari da affiancare. L’agenda di noi missionari (tranne in parte la mia) non é stata modificata e i ragazzi con disponibilità, con occhi e cuore aperti e senza giudicare, ci hanno affiancato in tutto. La comunità di Cidade Olimpica è abituata agli stranieri, ma la frase che più fa capire come é stata la presenza degli 8 ragazzi che ci hanno visitato in questo agosto, é di una signora della parrocchia. Quella signora mi ha fermato il pomeriggio che sono partiti e mi ha detto: «Hanno preso l’aereo gli italiani? Che peccato che siano andati via. Davvero, perché questi qui erano davvero diversi...».
Perché diversi? Perché sono arrivati preparati dall’Italia (se non sei pronto a vivere certe situazioni, rischi di distruggere tutto in pochi secondi!). Perché hanno avuto uno stile sobrio, ma al contempo si sono messi in gioco. Perché sono arrivati con tante domande, ma con nessun pregiudizio. Perché hanno capito subito il significato di missione. Lo dicevo anche a loro. Missione = Vita. La missione é vivere. É vivere il quotidiano di Cidade Olimpica, é svolgere attività con amore, é dedicarsi agli altri. E non importa se sei a Verona, in Italia, oppure in Brasile, a São Luis. Ognuno di questi ragazzi ha donato quello che è e non quello che é capace di fare! E tutti qui se ne sono resi conto... L’ultima sera, prima di partire, ben tre gruppi di adolescenti/giovani della parrocchia sono venuti a casa dei padri a salutarli. Si sono organizzati da soli. A piedi, di sera. E qui non é come camminare in Valpolicella. A una certa ora é meglio non passeggiare per Cidade Olimpica e la casa dei padri non é proprio a due passi da alcune comunità. Hanno voluto abbracciarli l’ultima volta, dare loro un regalino e augurare un buon viaggio. Unici! La loro visita ha aiutato anche noi missionari a guardare alcune situazioni con occhi diversi. Nel dare spiegazioni a loro, spesso siamo stati costretti anche noi a darci le stesse spiegazioni. Quello che per noi rischiava di diventare il quotidiano, é tornato ad essere originale e visto di nuovo con stupore! Nei ritmi serrati di questi pochi giorni insieme, credo che ci siamo ricaricati le pile un po’ tutti!
Prima di partire per il Brasile, ai vari corsi di preparazione, ci dicevano: “la vostra esperienza missionaria dovrà essere uno scambio tra Chiese. Un ponte tra la Chiesa che vi invia, Verona, e quella che vi riceve, São Luis”. Questa frase ce l’avrò almeno su 5 diversi quaderni di appunti. Ecco, lo scambio forse non é solo: io missionario mando a casa una lettera al mese (ben che vada!) e qualche foto, tu italiano mandami tue notizie e qualche offerta se puoi (ben che vada2!). Mi spiace, ma questo non è scambio. Stavolta io posso dire di aver vissuto il vero scambio. So che gli 8 sono tornati a casa con entusiasmo e la nostra avventura insieme non é finita, anzi inizia adesso!
Chiudo rivolgendomi ai tanti giovani a cui stiamo inviando questa newsletter e che leggeranno le mie parole. Non abbiate paura! La parola missione magari spaventa un po’, ma se la conoscerete per davvero vi lascerà senza fiato! Non partite sprovveduti o con fretta. Ci vogliono i corsi di preparazione. Ma ne vale la pena! Provate un’esperienza breve di missione. E anche in Italia cercate di guardare tutto con stupore senza farvi sopraffare dalla quotidianità. Solo cosi avrete sempre gli occhi che luccicano!
Qui sotto alcune foto:
 un momento di spiritualità con i giovani della Pastorale Giovanile alla Chiesa Santissima Trinità









pesaggio dei bambini con la Pastorale della Criança con Damiano il seminarista












Una mattina di deserto e riflessione per noi italiani presso una senzala, casa dove vivevano e lavoravano gli schiavi al tempo dei portoghesi











dopo la partita di pallavolo Italia-Brasile (vinta dai brasiliani 3-2) à












Al Peo, progetto di rinforzo scolastico, in un momento di bans con Anna














Condivisione e confronto in portu...liano con i giovani della Parrocchia







 Agosto é stato anche il periodo delle costruzioni... La Fondazione ha ottenuto un fondo dallo Stato (il primo grande finanziamento che arriva dal Brasile!) per la costruzione della sua nuova sede. I lavori sono iniziati (foto a sinistra). Invece una nuova comunità della parrocchia, nel bairro Sarney Costa, vicino Cidade Olimpica, ha finalmente il terreno per la sua nuova chiesa. E proprio ieri, circondati solo dal muro di cinta, abbiamo celebrato la prima Santa Messa (foto a destra, una bambina che all’offertorio dona un mattone)



GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE CI HANNO SCRITTO IN QUESTO PERIODO
CI FA SEMPRE PIACERE RIVECERE NOTIZIE DALL’ITALIA O DA ALTRI AMICI MISSIONARI
CIAO CIAO A PRESTO
CHICCA, DAMIANO E ISACCO