sabato 3 marzo 2012

Newsletter 17 - A Juventude da Cidade Olimpica

Scrive Chicca
Newsletter 17: “I 3 del mese”
3 marzo 2012: A Juventude da Cidade Olimpica (I Giovani della Città Olimpica)



Mentre vi scrivo molti di loro stanno affrontando la pioggia per raggiungere il salone parrocchiale dove anche questa sera ci saranno le prove del gruppo di teatro. Ci stiamo preparando all’evento teatrale più importante dell’anno: la Via Sacra! ...cioè la Via Crucis. Mentre in Italia si svolge quasi sempre dentro le chiese del poco popolato Venerdì Santo, qui la gente riempie le strade seguendo un ragazzo che porta la Croce e che entra talmente tanto nella parte da far commuovere. Spesso, tra fango e pioggia di stagione, il percorso fino al Golgota diventa veramente un calvario per tutti. Ognuno con la sua croce personale: c’é la mamma che porta il bimbo in braccio, chi fortunato spinge il passeggino, chi anziano si appoggia al braccio del vicino, chi malato, chi curato.. insomma la grande fede di tutti, porta ciascuno ad incamminarsi nel lungo percorso tra le vie del bairro. E i nostri giovani e adolescenti sono lì, dopo due mesi di prove e tanto impegno.

Da quando siamo arrivati abbiamo avuto il privilegio di entrare pian piano a far parte della PJ (pejota - Pastoral da Juventude): in concreto accompagniamo i gruppi giovani di due comunità e facciamo parte della coordinazione generale di tutti i gruppi della Parrocchia, privilegio perché in realtà stiamo imparando davvero molto da loro, sia in concreto nelle dinamiche e attività di gruppo, sia dal punto di vista personale. Spesso quando ci soffermiamo ad ascoltare le loro storie, le loro giornate, ci scontriamo con problemi e vissuti decisamente sproporzionati rispetto all’età di chi racconta. Storie di vita sofferta e sudata che ti aspetteresti di sentire solo da gente adulta che ne ha visto davvero tante e invece la carta d’identità parla chiaro… quindici anni, sedici, diciassette… eppure sono lì, con la loro grinta e la grande voglia di vivere. C’é chi studia, chi lavora, la maggior parte lavora per studiare, frequentando l’università nel turno serale, passando ore tra gli autobus affollati per andare e tornare da Cidade Olimpica, bairro che per i giovani non offre nulla, nemmeno una piazza, solo molta droga: una strada, questa, che comincia per scherzo, dietro al denaro facile o all’effettivo bisogno e che spesso finisce pregiudicando la vita di un’intera famiglia e soprattutto quella dei giovani.  É anche per questo che i ragazzi delle nostre comunità, stanchi di vedere parenti e amici uccisi in un eterno regolamento di conti, vogliono approfondire l’argomento della droga organizzando per il prossimo mese incontri e dibattiti sul tema… insomma questi ado/giovani “adulti” non smetteranno mai di stupirci, per il loro essere propositivi, positivi, seri e allegri allo stesso tempo!
Sono questi i ragazzi che apriranno le porte delle loro case per accogliere i coetanei italiani per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile! Nonostante manchi oltre un anno all’evento, l’agitazione comincia già a farsi sentire! L’accoglienza é assicurata e chi verrà si prepari già alla saudade do Brasil!
Ps. Saudade: parola intraducibile che solo chi la prova sa cosa vuol dire. É una nostalgia intima e smisurata che si sente dopo aver conosciuto questa meravigliosa terra verde e oro..provare per credere!
Noi stiamo bene: febbraio mese di programmazione dei progetti e verifiche con gli amici del Centro Missionario di Verona. Con marzo ricominciano pian piano le attività che ci vedranno coinvolti nella gestione dei progetti (sport e mamme in gravidanza), mentre continuano i nostri impegni nelle comunità parrocchiali con pastoral da criança, pastoral da comunicação, juventude, visite alle famiglie e sostegno alle situazioni carenti..tutte cose che a noi piace riassumere con una parola: “Vita”.
Ciao a tutti e a presto!
Chicca, Dami e Isacco

Altre foto degli adolescenti e giovani della nostra Parrocchia











 
Altre foto
Visita Missionaria nella Comunità Menino Jesus

Carnevale 2012



venerdì 3 febbraio 2012

Newsletter 16 - La meraviglia della vita che nasce

Febbraio è il mese in cui si celebra la Giornata della Vita (5 febbraio), una giornata che ci fa riflettere sul dono più bello che il Signore poteva darci. Dono che purtroppo non tutti sanno, vogliono o possono apprezzare. 

Scrive Chicca
Newsletter 16: “I 3 del mese”
3 febbraio 2012: La meraviglia della vita che nasce

Sono arrivata in Brasile a novembre 2010 e da febbraio ho iniziato ad accompagnare il progetto “Vida Nascente” e la “Pastoral da criança” che si dedicano ad un accompagnamento della gravidanza, della crescita e dello sviluppo del bambino fino ai 6 anni di vita. Come mamma e come ostetrica ne ero davvero felice. Ma fin da subito ho potuto rendermi conto di quanto fosse diversa la maternità qui, molto più precaria, meno cercata e troppo spesso capitata… ricorderò sempre al primo incontro del progetto, le domande delle mamme erano più riguardanti gli anticoncezionali che la gravidanza. Col passare dei mesi, visitandole in casa e accompagnandole nel progetto, mi sono resa conto di tutte le difficoltà che queste mamme vivono ogni giorno, quando questo figlio non è il primo ma magari  il sesto, quando l’unico mezzo per spostarsi sono le proprie gambe, quando in casa il lavoro da fare è molto, quando le visite in ospedale sono dei calvari infiniti di ore passate sull’autobus superaffollato e magari poi il medico nemmeno si presenta. Senza contare al momento del parto dove davvero si ritrovano alla ricerca di una mangiatoia, perché questi piccoli Gesù Bambini spesso non trovano nemmeno un letto in ospedale e quando lo trovano vedono la luce da soli, senza papà con macchina fotografica o medico presente… tanti diritti negati ancora prima di venire al mondo ed è solo l’inizio.
Di ciò che accade poi, però, non voglio star qui a raccontarvi le difficoltà, ma vorrei mostrarvi i sorrisi, l’amore e l’impegno che ho trovato in ogni mamma che abbiamo seguito. Accompagnare la gravidanza fin dalle prime settimane significa sostenere e amare la vita, cominciando a prendere coscienza di questo dono speciale e misterioso che prende forma. All’inizio le mamme non pensavano nemmeno al nome del bambino, oggi le guardo ricamandolo sulla copertina mentre si parlano e si confidano e penso a quanto tutti noi siamo responsabili nell’educare alla vita, sotto ogni forma e aspetto, vita che nasce dall’uomo e per l’uomo, vita dal bambino all’anziano e vita che è natura da salvaguardare e rispettare.
Con la Pastoral da Criança ogni mese celebriamo la festa della vita: nel giorno del pesaggio festeggiamo le conquiste delle mamme e dei bambini, chi in grammi, chi in anni, chi a scuola, chi appena nato. Perché tra le tante difficoltà, la vita è un dono e una vittoria per cui ringraziare e festeggiare, sempre, in ogni giorno e ad ogni età!


Buona Festa della Vita a tutti!



Qui sotto altre foto per celebrare la Vita!
Ultime dalla Missione
è ricominciata la stagione delle piogge!!
Ad inizio gennaio sono venuti a trovarci i genitori della Chicca, ma anche di
Maria e Carolina. Eccoci in questa foto tutti insieme, anche con i tre padri
Dal 24 al 26 gennaio siamo stati a Viana, interno dello Stato, all’incontro dei missionari italiani del Maranhão. Quello in centro con la maglia a righe è Dom Sebastião, giovanissimo vescovo di Viana
 ciao a tutti! (e forza Verona!)

martedì 3 gennaio 2012

Newsletter 15 - 365 volte Brasile

Scrive la Famiglia
Newsletter 15: “I 3 del mese”
3 gennaio 2012: 365 volte Brasile!

Le parole non bastano per descrivere questo primo anno intero di Brasile! Un 2011 fantastico, che vogliamo raccontarvi così… CLICCA
(colonna sonora: "To Brasil" dei Vengaboys)

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale 2011 dal Brasile!


Buon Natale!
É passato un anno dalla nostra partenza e siamo già al secondo Natale in terra brasiliana! Se dovessimo scegliere una parola per caratterizzare quest’anno appena passato, diremmo: ACCOGLIENZA!
Accoglienza che abbiamo ricevuto al nostro arrivo e di cui continuiamo a godere ogni giorno entrando nelle case e incontrando le persone:  non deve essere facile aprire le porte della propria casa a gente straniera che nemmeno si conosce, eppure ogni giorno godiamo di questo privilegio e ci sentiamo davvero fortunati per poter essere qui, per poter vivere questa esperienza unica di incontro!
Così come abbiamo ricevuto, stiamo cercando anche di dare: tante persone sono passate per questa casa di Rua 11… chi per rimanere, chi di passaggio, chi in visita, chi per un pranzo o una cena. Le nostre porte sono state sempre aperte anche quando è arrivata Raffaella con tutte le sue difficoltà e il suo pancione che subito si è trasformato in un bambino bellissimo di nome João Vito… e ora con Raimundo, anche lui una strada sconnessa alle spalle con solo 6 anni di vita, un’infanzia rubata e privata di tante cose, soprattutto di tanto affetto, attenzioni  e diritti. Oggi è arrivato il suo trasferimento in una casa famiglia: ci chiediamo se abbiamo fatto abbastanza per lui e come sarà il suo futuro…  Con la sua presenza siamo stati di esempio per tante famiglie e in alcune è nato il desiderio di essere famiglia acolhedora (che accoglie) e alcune coppie hanno già dato la loro disponibilità per accogliere il prossimo Raimundo, quando, e se, ce ne sarà il bisogno.

Natale
non é bianco
non è un albero
non è un regalo
non è un vestito
non è una pallina
non è una bibita
non è una mezzanotte
non è un giorno solo..
Natale è OGNI giorno
è ogni volta che si rinasce diversi dopo aver fatto un incontro
è ogni volta che apriamo le porte del nostro io per diventare noi
è ogni volta che riconosciamo che Gesù non è una statuetta ma può essere un bambino, un anziano, un adulto, un uomo o una donna, uno straniero, un vicino di casa o uno sconosciuto
Natale siamo noi,
quando lo vogliamo,
 quando lo facciamo accadere.
 
TANTI AUGURI da Chicca, Damiano e Isacco
Con noi si uniscono agli auguri anche Carolina, Maria, P. Claudio, P. Daniele e P. Orazio

martedì 20 dicembre 2011

Un bradipo in Cidade Olimpica

Il bradipo non é un animale di città. Vive nella foresta e con la sua straordinaria lentezza si muove di albero in albero per mangiucchiare foglie e insetti. Un giorno, non si sa come, ne è apparso uno nel giardino di una signora di Cidade Olimpica. E dopo poche settimane, come é arrivato, é anche sparito. Con una velocità disarmante per un animale cosi lento... Ecco il divertentissimo video del ritrovamento e del tentativo di portarlo a terra...

sabato 3 dicembre 2011

Newsletter 14 - Un anno da professor

Scrive Damiano
Newsletter 14: “I 3 del mese”
3 dicembre 2011: Un anno da professor!

La prima volta che sono entrato all’Azulão con il fischietto al collo era il 23 di marzo. Era la mia prima lezione di basket in Brasile! Ero agitato: uno, perché non avevo la minima idea di quello che mi aspettava; due, perché tutto mi sarei aspettato dell’esperienza missionaria in terra maranhense, meno che dover riprendere in mano una palla da basket! Entro dal cancello della scuola con un poliziotto armato che mi fa passare, passo dal piccolo corridoio che c’é tra l’edificio scolastico e l’alto muro di cinta, supero con agilità una cascata d’acqua che fuoriesce dalla cassa sopraelevata e vedo davanti a me la palestra: resto a bocca aperta! à
Antefatto.  Il progetto sportivo iniziato in Cidade Olimpica con il nostro arrivo, prevedeva la danza capoeira, la pallavolo, il calcio e il basket. Mentre nei primi tre casi, non avevamo problemi di spazi per svolgere le attività, con il basket tutto è risultato più difficile. Abbiamo così stretto una collaborazione con le due scuole pubbliche di Ensino Fundamental (gli 8 anni di elementari e medie italiane) di Cidade Olimpica. In una siamo entrati con il nostro allenatore per organizzare il calcio a 5, nell’altra (l’Azulão) é toccato a me con il basket. Naturalmente tutto organizzato a livello burocratico, un mio registro presenze, un piccolo rimborso spese (che ovviamente avrei reinvestito nel progetto sportivo) e un programma di lezioni che prevedeva: tre pomeriggi alla settimana per le classi che frequentano scuola al mattino, e un mattino alla settimana per due classi del pomeriggio. Da marzo a dicembre (il periodo scolastico brasiliano). Sembrava una cosa semplice e ben organizzata dalla preside della scuola… sembrava…

Quando vedo la palestra il mio primo giorno di scuola, non ci posso credere! Un centinaio di alunni scatenati dentro, altrettanti intorno, qualcuno che entra dall’alto muro di cinta, ragazzini, giovani, adulti… nessun responsabile! Un caos totale disorganizzato! Preso dallo sconforto entro in campo, fischio due o tre volte, nessuno si accorge della mia presenza. Lancio un paio di urla e così quelli che avrebbero avuto lezione in classe, si diradano. Restano alcuni giovanotti dalla faccia poco raccomandabile che avevano scavalcato solo per giocare un po’ a calcio e i bambini di 10-11 anni: quelli che dovevano partecipare a basket. Sono 10-20-30 e via via aumentando… Sembra la Carica dei 101! Arrivo a contarne una 90ina… Pazzesco! E io dovrei far basket con 90 alunni?? Vado dalla preside, che nel frattempo avrebbe dovuto darmi gli elenchi per l’appello e i palloni della scuola. Di elenchi nemmeno l’ombra e di palloni neppure! La preside guarda la situazione e mi dice: «non si preoccupi professore! Questi ragazzi vanno divisi tra lei e la professoressa di scacchi!». Il che significava: 45 minuti un gruppo di 45 alunni, poi il cambio, e altri 45 minuti con gli altri 45! E quando ho scoperto che quei 90 erano praticamente di due classi soltanto, lo sconforto aveva già preso il totale sopravvento!
I primi tempi sono stati i più duri: i palloni me li sono dovuti portare da casa, lezioni anche con più di 50 alunni, gli adolescenti e gli adulti che scavalcavano per usare la palestra mi insultavano perché non li lasciavo entrare, quelli delle altre classi, se non avevano lezione, entravano senza il minimo rispetto, le battute e le risatine contro gli italiani o sul mio portoghese grezzo non mancavano… E le cose sono andate peggiorando. Carrellata: 1.pietre, forchette, cd, oggetti vari venivano lanciati dall’esterno del muro di cinta alla palestra (con il caldo che c’é, qui le palestre hanno il tetto, ma sono aperte ai lati in alto), mettendo a rischio l’incolumità di tutti noi (fortuna o destino, non si é mai ferito nessuno). 2.La preside ha cominciato a mettere gli orari di educazione fisica degli altri profe sormontati ai miei… dovevo dividere la mia palestra con 50 alunni, con un altro professore e la sua classe di altri 50 alunni! Professore che tra l’altro non ha voglia di far niente e il più delle volte, usciva, entrava nella sua macchina e usava il cellulare… lasciandomi in balia di 100 belve scatenate! (in più di un’occasione mi sono trovato a far basket nella sala mensa, tra l’ilarità generale delle cuoche che mi vedevano disperato!) 3.l’inoltrarsi della stagione delle piogge ha fatto sì che in più di un’occasione piovesse dentro. Finché un giorno di fine maggio non si é staccato un pezzo di lamiera del tetto, che é volato in palestra senza ferire nessuno, ma così, quando pioveva, diventava un’avventura… vere e proprie pozzanghere dappertutto… (anche perché un acquazzone all’Equatore ha una discreta potenza!). 4.non racconto di quando la professoressa di scacchi non arrivava a scuola… fare lezione con una 90ina di alunni va al di là dell’impossibile!
Il tutto aggiunto ad un’organizzazione scolastica pessima. Da marzo e fine giugno sono riuscito a tenere 4 lezioni in una settimana solo una volta (a metà giugno). Nelle altre occasioni tra scioperi, feste inventate, assemblee e scuole chiuse senza motivi certi, non ci sono mai riuscito! Arrivavo a scuola, non c’era nessuno e me ne tornavo mesto mesto in casa… In luglio (durante il mese di vacanza) é cambiata la direzione e il nuovo preside ha un po’ lasciato da parte il progetto. In settembre siamo ripartiti, ma con pochi alunni (una quindicina), solo i pomeriggi e senza palestra, data solo al professore svogliato di ed.fisica. Oggi giochiamo tra la strada e un piazzaletto di cemento in leggera discesa, con un tombino rialzato e pericoloso nel mezzo e naturalmente senza il canestro (vedi foto qui sopra). I pochi ragazzi rimasti si divertono e mi ascoltano. É difficile, ma fino a fine dicembre continuiamo, poi l’anno prossimo si vedrà!
Un bilancio? È stata un’avventura. I primi tempi, la Chicca mi diceva al ritorno a casa: «Meno male che sei tornato vivo anche oggi!». Alla fine con tutti questi alunni, era praticamente impossibile insegnare il basket! Il mio é stato più un lavoro sociale: “i ragazzini sono in palestra, cosí almeno non sono in strada!”. Mi sono affezionato molto, soprattutto ad alcuni di loro, e tutti mi chiamano professor o tio (anche in giro per le strade della città). La speranza è che qualcosa sia rimasto e che nel futuro, con un po’ di esperienza in più, si possa lavorare meglio.
Ps.proprio ieri é arrivato l’assegno con il rimborso spese da marzo a giugno… meglio tardi che mai!!
Con un po’ di nostalgia per il freddo  (qui sempre e solo caldo…), vi mandiamo un grande abbraccio e un ciao a tutti! Buon Avvento!
Damiano, Chicca, Isacco e Raimundo

Altre foto

Proprio in questi giorni stanno terminando (riprenderanno in febbraio) i progetti che abbiamo accompagnato come responsabili in questo anno 2011: il progetto Vida Nascente, con le mamme in gravidanza e il progetto sportivo con i ragazzini di capoeira (nella foto e nel video realizzato da Maria, compagna di viaggio in Missione), calcio, basket e pallavolo.

 

Scorci del Residencial Nestor, bairro povero a 500 metri da Cidade Olimpica

 CIAO CIAO CIAO CIAO