lunedì 3 ottobre 2011

Newsletter 12 - E se mi leggessi... una Bibbia?

Scrive Damiano
Newsletter 12: “I 3 del mese”
3 ottobre 2011: E se mi leggessi….. una Bibbia?

La nostra Parrocchia sta intraprendendo il cammino delle Sante Missioni Popolari. E così, moltissimi dei nostri parrocchiani si stanno preparando all’evento missionario (con l’invito a partecipare casa per casa) che accadrà tra maggio e giugno del 2012. Cidade Olimpica è grande e, compresi gli altri quartieri circostanti, dove ci sono altre comunità parrocchiali, si arriva a quasi 100mila persone… I missionari coinvolti della Parrocchia sono ad oggi circa 300, indubbiamente pochi, ma il numero continua a crescere.
In questo periodo è stato organizzato lo studio biblico. Tutti i lunedì sera, una biblista di rilievo di São Luis (Martha Bispo) spiega un brano del Vangelo per i 300 missionari, che poi il successivo venerdì sera andranno a  commentare con i vicini di casa o con altre persone non legate alla Parrocchia. È un primo passo verso la Missione casa per casa. Venerdì scorso, siamo stati invitati al Menino Jesus, comunità piccolissima seguita da Padre Orazio, vicino a casa nostra. Qui in Chiesa alla Messa, vanno pochissime persone (se sono tante, 15). Il quartiere (Vila Nestor) è nuovo, ha pochissimi anni di vita, ancora molte case di fango e non ancora molte chiese evangeliche.
Sono le 18.30, buio e polvere. Arriviamo a casa di Luis, il parrocchiano modello per la comunità. Luis è ministro della Parola (cioè può celebrare la Messa quando don Orazio non c’è), ministro dell’Eucarestia, responsabile della comunità. La mamma di Luis (dona Maria) ha le chiavi della Chiesa del Menino Jesus. Le figlie di Luis (3 su 5) animano le Messe e partecipano al gruppo adolescenti e giovani della comunità, dove da poche settimane siamo animatori io e Chicca. Insomma, arrivando da Luis, pensiamo che lo studio biblico sia in casa sua. Lui, i figli, la moglie e noi 3. Invece ci dice di aver combinato lo studio con altre famiglie… e cosí ci dividiamo… che storia! Cosa significa? Andiamo a leggere la Bibbia e a commentarla in casa di persone che non conosciamo, che dovrebbero essere cattoliche ma che non partecipano, che hanno ricevuto questa proposta e ci stanno aspettando. Luis va con sua figlia più piccola (Kikita, 11 anni), la Chicca va con un figlio di Luis, una nipote, Isacco e la figlia più grande (17 anni, Eliane), io vado con Kekê (vedi foto qui sotto), mitica 13enne che, vedendo i miei occhi dubbiosi, con la sua Bibbia sotto il braccio mi dice: “non ti preoccupare, ci penso io!”.
Noi 2 (che strana coppia!) arriviamo in casa di dona Benedita. In casa ha già una coppia distinta che le sta illustrando dei libri e delle brochure per far successo nella vita… venditori ambulanti anche qui, ma, ascoltandoli, sono più venditori di sogni… vabbé… noi aspettiamo una ventina di minuti, poi i due se ne vanno, ma la distinta signora, sull’uscio, chiede: “ci ha detto dona Benedita che avete studio biblico. Bello! Anch´io sogno di farlo in casa mia… e non preoccupatevi, la signora è molto in gamba come professora (insegnante)”. Io guardo la tipa e rispondo: “guardi che non è dona Benedita la nostra professora, ma è questa ragazzina qui”. La signora resta esterrefatta e se ne va più dubbiosa che altro…
Cominciamo e subito Kekê prende la parola: ci fa fare il Segno della Croce, diciamo il Padre Nostro e propone un canto: Eu navegarei. Un canto di invocazione allo Spirito Santo. Finché cantiamo, io penso che questa qui ha 13 anni, cioè è nata nel 1998!! Incredibile… finisce la canzone. Iniziamo la lettura della Bibbia. Vangelo di Matteo, concetti difficili: perdono, scandalo, pecorella smarrita… Kekê prende il suo quadernino e ci legge tutto d’un fiato il commento che si era scritta il pomeriggio… poi parliamo e discutiamo: io (29 anni), dona Benedita (minimo 50) e lei, Kekê, 13enne, che mastica la Bibbia come fosse una qualsiasi rivista di gossip in Italia. Chiudiamo con un canto dedicato a Maria e ce ne torniamo a casa. Ma prima di andare, le dico: “sai Kekê, che bello vederti conoscere la Bibbia così. In Italia la Bibbia non è molto usata, non tutti la conoscono e soprattutto i giovani, molto spesso, non sanno nemmeno come sia fatta!” e lei risponde stupita: “davvero? e come fanno a vivere?”. E senza risposta, vado a prendere Chicca e Isacco e, ancora ammagliato da questa ragazzina del ’98, me ne torno a casa……
Questo qui sopra è quello che avevo scritto prima del 25 settembre, già pronto per la newsletter. Poi però il 25 settembre c’è stato il Meeting Adolescenti a Verona… 6mila adolescenti e giovani al Palasport per pregare insieme: ci hanno telefonato (per noi erano le 6.30 del mattino), li abbiamo visti in diretta streaming e ci hanno fatto emozionare e pensare… è vero, i nostri ado forse non hanno sempre la Bibbia sotto il braccio e non la conoscono a memoria come qui, ma credono anche loro nello stesso Gesù e gli vogliono bene come gli ado di qui… ecco come fanno a vivere! Lo devo dire a Kekê…  

Una esperienza da raccontare
Regiane ha 3 figli (nella foto a destra si vedono le 2 femminucce), una delle quali denutrita e accompagnata dalla Pastoral da Criança. Ha un marito che è scappato di casa per andare da un’altra donna. Non ha un lavoro. Vive in una casetta di fango: 3 metri per 2. Dentro ha un letto che occupa quasi tutto lo spazio, un’amaca, un fornelletto, una gallina e una tv di cui funziona solo l’audio e non il video. Non ha l’acqua corrente, l’elettricità arriva tramite un filo posticcio e poco rassicurante. Caldo, mosche e zanzare la fanno da padrone. Fuori c’è un pozzo fondo dove pesca l’acqua per lavarsi: acqua marroncina e piena di rane… c’è un buco che funge da bagno… c’è un ambiente non sicuro, dove i vicini per sopravvivere rubano tutto quello che si può rubare (a sinistra c’è una casa di fango senza tetto… perché in pieno giorno, con il proprietario assente, qualcuno gli ha rubato la copertura in eternit!). Per bere c’è un pozzo a 200 metri da casa sua, con l’acqua che arriva a giorni alterni. Regiane aveva un altro pezzetto di casa di fango, ma le piogge di qualche mese fa gliel’hanno abbattuta…
Come Fondazione e Parrocchia, questo caso è molto seguito. Cerchiamo di accompagnare Regiane e i figli, ma cerchiamo anche di vedere se lei riesce ad arrangiarsi, a darsi da fare per uscire da questa situazione. Il fine settimana del 17-18 settembre, abbiamo deciso di andare a ricostruirle il pezzo di casa mancante… è che io, Chicca, Isacco e il signor Bernardo (anziano signore della Parrocchia) potevamo fare ben poco da soli… e cosí ecco l’idea! Abbiamo telefonato ad un gruppo di adolescenti-giovani della Parrocchia… sono i Giovani Missionari, magari loro ci potevano aiutare. 3 soltanto il sabato, tutto il gruppo la domenica. Incredibile come loro non potessero nemmeno immaginare che potesse esistere un posto come quello a 2 km da casa loro… non volevano crederci! Isacco giocava con i 3 figlioletti, Chicca e il suo braccio destro Hilneth facevano la spola da casa con acqua fresca e cibo, noi abbiamo costruito la base in legno, abbiamo iniziato a impastare e posizionare il fango, abbiamo vissuto due giorni duri, sotto il sole cocente, in un ambiente poco confortevole… ma ci siamo divertiti da matti! Gli adolescenti sono uguali in tutto il mondo! E sono bellissimi! (sotto le foto della costruzione…)
Ciaoooooo, a presto, prestissimo! Buon ottobre missionario!
Damiano, Chicca e il super Isacco



7 settembre: festa dell’indipendenza del Brasile. Grande parata per le vie di Cidade Olimpica. La scuola di Isacco sfila con i bambini vestiti come gli schiavi africani, perché il tema sviluppato dalla sua scuola quest’anno è: “riscatto storico e riscoperta delle radici africane del Brasile” 
7 settembre: compleanno Damiano… e come consuetudine, anche qui ha ricevuto una festa a sorpresa in casa… (anche se alcune delle persone di questa foto non sappiamo nemmeno chi siano…!)
 Passeggiata in mezzo alla natura con Rosa e don Daniele

Nebbia, Neve, Tigre e Volpe... Li hanno abbandonati in un sacchetto di plastica dietro a casa nostra… potevamo lasciarli lì?
Il cammino di Raffaella (con suo figlio) nella Fazenda da Esperança procede tra alti e bassi… La sua forza di volontà è tanta e noi dell’equipe andiamo a trovarla ogni mese.
Nella foto con noi, ci sono anche Hilneth e suo marito Claudio
Incontri ravvicinati del primo tipo... con il BOA e con il CAIMANO!(x fortuna entrambi cuccioli)

CIAO A TUTTI!

giovedì 8 settembre 2011

7 di settembre: festa d'indipendenza del Brasil

Il 7 di settembre è per il Brasile il giorno dell'Indipendenza dal Portogallo. È festa nazionale e in tutta São Luis si sente rieccheggiare l'inno nazionale del Brasil! Anche le scuole vivono questo evento con trepidazione, con le prove della parata ufficiale che inizio già i primi di agosto. Qui sotto il video del nostro 7 settembre (tra l'altro compleanno di Damiano): la scuola di Isacco, la parata, l'"interesse" del nostro piccolo e la confusione nella Città Olimpica.

sabato 3 settembre 2011

Newsletter 11 - A spasso con la Pastoral da Criança

Scrive Chicca
Newsletter 11: “I 3 del mese”
3 settembre 2011: LA PASTORALE  DEI BAMBINI: A spasso con la pastoral da criança...

Presto Presto che sta arrivando Hilneth! L’appuntamento fissato per le otto a casa mia, Maria José sicuramente arriverà tardi ma almeno Hilneth dovrebbe essere puntuale…8 e 10……..8 e 15…….8 e 20….
Niente da fare, i tempi brasiliani vincono anche questa volta ed eccole arrivare con piú di mezz’ora di ritardo a pochi minuti una dall’altra… eccole lì, le mie compagne di lavoro: Hilneth (nella foto, a destra), madre di 4 bambine bellissime e Maria José (in centro) un figlio e una figlia già grandi e tanti anni alle spalle di agente de saude (agente di salute) e di pastoral  da criança… conosce le rue di Cidade Olimpica meglio di chiunque altro!
Oggi siamo fortunate, la macchina è libera, quindi lasciamo le biciclette a casa e dopo baci, abbracci, saluti e buongiorno, partiamo alla volta di Vila Nestor, comunità Menino Jesus, una invasione recente, cresciuta al di là di Cidade Olimpica tra terra, sabbia e mato (foresta).
Invasione significa, in breve, occupazione di un terreno molto vasto che appartiene allo Stato o a grandi proprietari privati (industrie, aziende, ecc..), di cui la gente si appropria con molte lotte: a volte solo di tipo burocratico, a volte con veri e propri scontri a fuoco, come nel caso di Cidade Olimpica, nata 15 anni fa, dopo mesi di dura lotta tra lacrimogeni e scontri con i militari. In pratica la gente arriva, divide il terreno in lotti e quadre e ci costruisce la casa. Molto spesso mancano soldi e mezzi e quindi sorgono tante piccole casette fatte di fango, lamiera, palme e tutto ciò che può essere utile. Col tempo, poi, i più intraprendenti e fortunati cominceranno a mettere i primi mattoni e così via…
Sono tante le invasioni come queste: solo intorno a Cidade Olimpica se ne trovano 3 e sicuramente altre  in futuro nasceranno. Queste zone sono quelle in cui la pastoral da criança cerca di essere più presente, perché sono “accampamenti“ dove, nella maggior parte dei casi, mancano i servizi di base, come luce, acqua, scuola, medico, trasporti e dove vivono le famiglie più carenti.
Il nostro compito come lider della pastorale è quello di supervisionare queste aree, accompagnando tutte le donne in gravidanza e le famiglie con bambini compresi tra 0 e 6 anni, promuovendo la vita,la salute, l’educazione e il rispetto delle persone e della natura. In pratica consiste in almeno una visita al mese per ogni famiglia e in una Celebrazione della Vita, che sarebbe un piccolo momento di festa in cui avviene
una celebrazione  “interreligiosa” (é aperta a tutti senza distinzioni!) e il famoso pesaggio, per verificare la crescita di ogni bambino (vedi foto).
La pastoral da criança fu un invenzione della dottoressa Zilda Arn Neumann per supplire all’elevata mortalità infantile, ed è nata ufficialmente nel 1983. Fino ad oggi ha salvato davvero molte vite ed è presente in tutto il Brasile e in alcuni paesi dell’Africa. Per  diventare lider della pastorale non serve laurea o altro, basta solo partecipare al corso di preparazione e sapersi dedicare agli altri con costanza, amore e buona volontà: è un servizio volontario!
Ecco quindi che partiamo con la nostra mitica Fiat Uno Mille (qui si chiama cosí =o) )  lasciandoci alle spalle un bel polverone! È cominciata la stagione della secca e le strade, che qualche mese fa erano di fango, ora sono di una terra rossiccia molto fina, sembra quasi sabbia, che a ogni colpo di vento o passaggio di macchina o autobus si alza per aria in grandi nuvole… in queste giornate spesso  ci si trova a giocherellare con i granelli di sabbia che scricchiolano tra i denti… non c’è altro verso, si infilano dappertutto anche in bocca! E il sole è caldissimo, l’equatore è a un passo da qui!
Oggi è una giornata speciale, abbiamo in programma una visita ad una famiglia nuova che ci hanno segnalato… la situazione sembra molto delicata, madre con tre figlie piccole, marito senza lavoro, dipendente dalla droga. Alcune settimane fa, madre e figlie sono state trovate da un vicino rinchiuse in casa da diversi giorni… quindi ci siamo informate e abbiamo deciso di cominciare con una visita, a piccoli passi. La casetta si trova oltre l’invasione, in un posto in cui non eravamo mai arrivate, perché nemmeno sapevamo ci abitassero.. lasciamo la macchina e continuiamo a piedi in mezzo al mato, accompagnate da Dona Dominga (nella foto qui sopra é quella di destra), che conosce un po’ la situazione e ci presenta la famiglia. La casa è grezza, fatta di mattoni, ma dentro è quasi completamente vuota. Le bambine si stanno lavando fuori da casa mentre la più piccola (di 5 mesi) dorme nell’amaca. Appena ci vedono corrono a cercare degli sgabelli per farci sedere e dopo un po’ riescono a recuperarne tre… meglio di niente, no? A prima vista sembra tutto tranquillo, ci presentiamo e invitiamo la giovane mamma di 23 anni a partecipare alla pastorale, le spieghiamo in cosa consiste e lei accetta. Controlliamo i libretti delle bambine, le vaccinazione sono tutte aggiornate e sono tutte in salute, a parte quella di tre anni che ha la tosse e per la quale quindi suggeriamo una visita al “posto di salute” per farsi prescrivere una medicina dal medico. Ovviamente non accenniamo nulla di quello che sappiamo, lasciamo che lei prenda confidenza con noi, teniamo la situazione sotto controllo e vediamo come si evolvono le cose… Lo so, con la mentalità italiana interventista sembra impossibile, ma prima di arrivare a denunce e interventi bisogna conoscere la situazione, i problemi e le motivazioni, a volte quello che appare non è la verità o comunque è la punta di un iceberg. La salutiamo dicendo che noi siamo a disposizione… per qualsiasi cosa… chissà se avrà recepito il messaggio… speriamo.
Per me è un’altra situazione complicata che mi stringe il cuore e che va ad aggiungersi a tutti gli altri casi difficili che stiamo accompagnando. Quelle persone che ti restano dentro e a cui pensi fino a prima di dormire. Per fortuna non sono da sola e la cura migliore per questa tristezza che ti resta dentro è la partilha, la condivisione, con le compagne di strada, con Maria José e Hilneth, che sono fortissime! Vivono tutto con grande positività, forse perché molto più abituate di me a queste situazioni. Per me sono un vero e proprio conforto!
Ormai è tardi, la Uno Mille sfreccia a casa di Micaele, una bambina denutrita che oggi porteremo a fare una visita gastrica e poi da Dona Isabel (a destra la sua casa) e i suoi cinque nipoti, di cui l’ultimo ha otto giorni di vita… la sua mamma non c’è.. è via da molte ore per fare dei documenti e chissà quando arriverà. E il latte? cosa mangerà il piccolo in queste ore?
La mattinata è volata, ce ne torniamo a casa inevitabilmente con tanti pensieri e nuove preoccupazioni: come si fa a non ripensare a quei bambini? Ma oggi abbiamo ricevuto anche un grande regalo: i primi passi di Micaele, nonostante i suoi 6 chili a 14 mesi! che soddisfazione!
Sono le undici della mattina, la Uno riparte lasciandosi alle spalle un polverone di terra e sabbia…

QUESTO IL VIDEO DELLA PASTORAL DA CRIANÇA DELLA NOSTRA PARROCCHIA REALIZZATO DA MARIA, NOSTRA COMPAGNA DI VIAGGIO IN MISSIONE.

 La casetta di Micaele, i suoi primi passi e il suo pesaggio


 
Uno scorcio di Vila Nestor, vista da casa di Dona Dominga
Nonostante tutto, c’è sempre speranza
 
In questo mese sono venuti a trovarci i primi amici fumanesi (Siro e Luca). Un’occasione per respirare un po’ di aria di casa e far conoscere loro la Missione e alcune bellezze naturali del Maranhão
Lenções Maranhenses


CIAO A TUTTIIIIIIIIIIIIII!!!!!