venerdì 3 giugno 2011

Newsletter 8 - Racconti di un bambino

Ciao a tutti!
Siccome ci chiedete sempre del piccolo Isi, lasciamo che questa newsletter la scriva direttamente lui, speriamo riesca a soddisfare tutte le vostre curiosità!

Newsletter 8: “I 3 del mese”
3 giugno 2011: RACCONTI DI UN BAMBINO

Oi!! Che vuol dire Ciao! Ma si dice così da queste parti, in porcoghese (anche se mamma e papà mi dicono sempre che si dice “portoghese”)!

Sono le due del pomeriggio e sono a scuola oggi avrei due ore di matematica e una di natureza, ma siccome non ne ho voglia, vi scrivo una letterina sperando che venga in fretta l’ora della merenda  e soprattutto l’ora di andare a casa!

Ho un po’ sonno e spero di non addormentarmi sul banco come faccio a volte… Questa mattina mi sono svegliato presto! Erano le 8 quando la mamma ha aperto il portone per uscire con la macchina! È andata a fare l’allenamento di pallavolo con le bambine! A volte vado anche io ma fa troppo caldo e poi a me piace di più stare a casa mia e giocare, giocare e ancora giocare! La mamma e il papà cercano sempre di portarmi con loro e io dico sempre di no, ma poi prendo su alcuni giochi e li metto nello zainetto della mamma, così se mi stanco posso giocare come se fossi a casa! Anzi addirittura spesso ci sono altri bambini e così mi diverto ancora di più!
Ad esempio mi piace tanto andare ai pesaggi e al progetto Vida Nascente perché ci sono sempre tanti bambini! Anche quando sono a casa gioco spesso con i miei vicini: il mio preferito è il mio amico Mateus, solo che lui è molto più grande di me! La mamma dice che è un furbetto e che, se non sto attento, ogni tanto mi porta via qualche gioco… quando vengono lui e Ezequiel  ci divertiamo sempre tanto a brincar con le macchinine e i camion. Poi verso le sei , a un certo punto, senti il papà di Mateus chiamarlo forte e lui sparisce per andare a fare il bagno e con lui se ne va anche Ezequiel! Quando ci siamo tutti ci sono anche Marcus, Pedro  e George! Solo che hanno tutti otto o dieci anni e io ne ho solo tre…
Un’altra cosa bella del Brasile è che ci sono tanti animali… ma i miei preferiti sono i gechi giganti, come quello nella foto qui a fianco!
Oggi ho mangiato la cotoletta con l’insalata, poi io e la mamma siamo saliti sulla bici e mi ha portato a scuola. Quando arriviamo, io (con la mia cartella e la mia valigetta porta-merenda) entro da solo, perché possono entrare solo i bambini e la mamma chiede al portinaio a che ora deve venire a prendermi, visto che l’orario cambia quasi ogni giorno!
La mia scuola si chiama Educando: è bella, nella mia classe ci sono circa 15 bambini e due maestre che mi danno tanti compiti da fare! Ho già imparato la lettera A e il numero 1! E poi ci sono sempre tanti disegni da completare e lavoretti da fare con la colla e perfino con i fiammiferi!
Io a scuola parlo il porcogh…. Ehm…. portoghese, anche se il papà e la mamma non ci credono,ma poi a volte dico qualche frase anche a casa e così li lascio a bocca aperta! Hahaha!

Alla sera quando siamo a casa mi metto sempre a guardare qualche cartone: in italiano  o in portoghese è lo stesso, mi piacciono tutti!
Come quando ero in italia, non vado mai a dormire prima delle undici di sera! Prima però faccio la doccia e dico le preghiere: ieri le ho dette per tutti i bambini che non hanno la luce!

Ciao a tutti!!! Sotto ho scelto delle foto belle per tutti voi!
Evviva il Brasile, evviva l’Italia e forza gialloblù (come dice sempre il mio papà)!!


Mamma Chicca nella natureza di Pirapemas













 




Papà Damiano nella natureza di Santana, con alcune ragazze della sua squadra di pallavolo.

Sullo sfondo la piccola chiesa di Santana.








Mamma e Papà, insieme all’amico Costa (che è nella foto), hanno costruito una casetta sull’albero nel giardino di casa.

Poi è arrivato l’amico dei don, Lourival, e ci ha messo il veleno, sennò arriva il CUPIM (una formica/termite cattiva!) e si mangia la casetta!





CIAO A TUTTI DAL BELLISSIMO BRASILE!!!

martedì 3 maggio 2011

Newsletter 7 - Bilancio dopo i primi 6 mesi

 Sono passati 6 mesi! Siamo arrivati l’8 novembre… E il tempo ci sembra davvero volato! è già passato un Natale, un ultimo dell’anno ed ora anche una Pasqua! E che Pasqua! Celebrazioni vissute davvero profondamente e quella Via Sacra (qui non si chiama Via Crucis…) dal vivo che resterà sempre nei nostri cuori per le emozioni enormi che ha creato. Prossimamente sul blog in portoghese della parrocchia (http://paroquiadasantissimatrindade.blogspot.com/) caricheremo i video! Intanto la foto qui a fianco, giusto per far capire quanto è stato sofferto il cammino di Jesus!
La vita brasileira procede a gonfie vele. Il progetto sportivo ha continuamente risvolti nuovi e positivi: sono nate squadre maschili e femminili, per ragazzini, ma anche per adolescenti e giovani. Il calcio ha un sacco di partecipanti di ogni età: d’altronde siamo in Brasile! Il basket nelle scuole è un’avventura, spesso difficile e impegnativa, ma resta una bella sfida! La capoeira (danza/lotta di origine afro) conta moltissimi bambini dai 5 ai 14 anni. La pallavolo sta lentamente prendendo piede, soprattutto tra le ragazze e le bambine.
La Chicca procede le visite con la Pastoral della Criança ed è sempre più inserita nel Progetto Vita Nascente (vedi foto qui sotto), con le ragazze in gravidanza e lentamente già mamme. Isacco va a scuola con gioia. Con noi parla italiano, ma ci siamo resi conto che con gli altri bambini parla già un po’ di portoghese…
A livello di Pastorali, come famiglia ci stiamo inserendo in due gruppi adolescenti/giovani vivendo gli incontri con i ragazzi e magari aiutandoli nella preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid (in agosto due giovani della nostra parrocchia saranno ospitati proprio a Verona). C’è l’intento di partecipare allo Studio Biblico e infine vediamo se riusciremo a partecipare anche agli incontri della Pastorale Famigliare della nostra Comunità (che si chiama Jesus Misericordioso).

Con questa newsletter, c’è l’intenzione di tracciare un bilancio di questi primi 6 bellissimi mesi in terra brasiliana, partendo proprio dalle gioie, dalle amarezze, dalle paure, dalle aspettative quotidiane….
Il primo periodo è servito sicuramente per entrarci dentro… Personalmente non avevo nessuna aspettativa, né sogno da esaudire… Vivere per capire, per comprendere un popolo diverso da noi, con tradizioni, modi di esprimersi, aspettative, spesso davvero all’opposto dalle nostre italiane.
Non nascondo che il primo periodo mi sono sentito un po’ a disagio… Perché non c’era niente da fare… la lingua, qualche riunione o Messa, ma poi… in casa… con la paura iniziale in cui non sai se puoi uscire a piedi o no… con la macchina ferma nel garage perché non sai dove andare perché non conosci le strade… con una lingua che non conosci e quindi non sai cosa dire alla gente, anche perché non la capisci… Con il tempo si è risolto tutto! Anche grazie a Flor di Maria, la ragazza che ha vissuto con noi le prime settimane, e grazie all’ottimo rapporto che si è creato con i Padri. E grazie soprattutto all’aumento degli impegni e delle corse da fare: così ho ricominciato la vita che mi piace tanto!! Anche perché stare fermo a guardare, non faceva per me…

Vita di famiglia. I primi tempi eravamo spesso insieme e a questo non eravamo molto abituati… è stato bello e… originale! Ora che gli impegni aumentano, non abbiamo molti momenti per stare insieme solo noi 3… abbiamo trovato nel giovedì pomeriggio l’unico momento della settimana in cui entrambi non abbiamo impegni. Per questo il giovedì lo dedichiamo a noi 3, ad andare a fare qualche giretto insieme al piccolo Isacco! E devo dire che staccare la spina qualche oretta a settimana non fa mai male!
Davvero molto belli sono i momenti di cena, incontro, film tutti insieme, il sabato o la domenica sera con i Padri e con Maria e Carolina…
Significativo e, per me, “una piacevole novità” è il momento del martedì mattina con la preghiera insieme (Equipe Missionaria insieme ad alcuni laici della nostra Parrocchia). Ogni 15 giorni inoltre abbiamo in programma una riunione d’Equipe, per parlare di cose concrete, per programmare, ma anche per riflettere su alcuni temi. Si tratta di un bel momento di condivisione e corresponsabilità tra sacerdoti e laici.

Amarezze. L’amarezza più grande è dettata dal clima di violenza e paura che c’è in ogni strada… Qualche settimana fa abbiamo chiacchierato tutta sera fino alle 23 con Marcele e Bianca, seduti per terra, in Rua 11, sulla rampa d’accesso del nostro cancello. È stato davvero bello! Anche perchè è da queste piccole cose che si instaura un rapporto, che ci si conquista la fiducia reciproca e che alla fine si cresce insieme… Fossimo entrati in casa, sul divano, alla luce del neon, tutto sarebbe stato diverso, forse più freddo…  Però tutti e 4 abbiamo passato tutto il tempo della chiacchierata  a guardare in fondo alla via, dietro all’angolo, dall’altra parte… con la paura non detta che da un momento all’altro poteva accadere qualcosa. Che tristezza! E poi ogni tanto si sente che è stato ammazzato qualcuno, ogni tanto ci dicono che di notte ci sono state sparatorie, e gli episodi di violenza sono continui (anche a livello famigliare)… che dire? Solo che resta davvero grande amarezza e un grosso senso di impotenza… le riunioni contro la violenza fatte in Parrocchia, qualche articolo e fumetto sul giornalino parrocchiale, il parlarne anche in assemblee pubbliche fa un po’ aumentare la speranza…

Gioie.  Il resto è tutta una gioia! Il calore e il colore della gente, il sentirsi sempre ben accolti, il vedere che la gente ci accetta e capisce che non siamo qui perché ci sentiamo migliori di loro… Questa era una mia paura prima di partire… Un prete arriva in Brasile e fa… il prete… Ma per un laico è diverso… la gente del posto può dire: “siamo già in tanti laici, tutti impegnati nella comunità, cosa serve la vostra presenza?”. Invece finora non è mai stato così… E’ vero che noi non siamo arrivati per colonizzare, ma comunque siamo davvero stati accolti con entusiasmo e la nostra presenza è ben accetta!

Difficoltà. Una delle maggiori è proprio quella del capire i tempi brasiliani… esempio. Un incontro sarebbe alle 5 del pomeriggio, viene spostato alle 6, alle fine inizia alle 7 e se ci vai magari non è nemmeno l’incontro che avevi marcato!! E la gente è tranquilla, non si scompone, non si arrabbia… è abituata all’imprevisto! E di imprevisti qui ce ne sono infiniti… I primi tempi mi arrabbiavo da morire, ora ho capito come va e so che devo accettare questa precarietà di fondo…  Però è difficile da accettare, soprattutto dopo 28 anni in Italia, dove la vita è uno schema stabilito dall’agenda e spesso nulla può/deve andare storto…
Un’altra difficoltà è legata al nostro modo di vedere le cose. Troppe volte ti viene la voglia di intervenire, di dire “no, così non va!”, di correggere o di migliorare quello che i brasiliani fanno… Poi ti fermi e ti domandi se è veramente questo il tuo ruolo… e allora preferisci aspettare e vedere se ci arrivano da soli… Anche se su alcune cose, secondo me, non si può stare in  silenzio: soprattutto per quel che riguarda l’educazione (praticamente non esiste il “grazie”, il “per favore”…) e la gestione dei rifiuti…

Aspettative. Quando ero in Italia, il mio desiderio di andare in Missione era frenato anche dalla necessità di avere un “dopo” al mio impegno là… Così siamo partiti quando nelle nostre attività sapevamo di lasciare dietro di noi persone in grado di non far cadere quanto di buono costruito in vari anni di lavoro. E qui uguale. Questa è la mia unica aspettativa… lavorare, costruire, accompagnare le persone, darmi da fare, ma ogni giorno pensando al giorno che io non sarò più qui… è inutile mettere in piedi qualcosa, se poi quella cosa non riesce a camminare da sola una volta che tu non ci sei più…

Conclusioni:
Adesso come adesso mi sento a casa… Ci sono dentro a questa realtà, mi piace essere qui e (a parte le stagioni, il freddo, la natura che cambia…) dell’Italia non mi manca nulla (forse anche le strade migliori, l’andare allo stadio, la pearà e la piadina romagnola con il prosciutto crudo! Eh eh!). 

Ciao a tutti, alla prossima newsletter!
Ps. Qui sotto un po’ di foto e un video…

é cominciato il progetto di rinforzo scolatisco PEO

 Damiano filma la via crucis con i ragazzi della Pastorale della Comunicazione
 Chicca partecipa al corso di Cucina Maranhense
 é iniziata la capoeira... Questo il maestro Hailton con alcuni bambini...





























domenica 1 maggio 2011

1 maggio: Romaria dei Lavoratori

È tradizione in São Luis festeggiare il primo maggio, giorno internazionale del Lavoratore, con una Romaria (pellegrinaggio) sulla strada principale che esce dalla città per andare verso l'interno dello Stato del Maranhão. La Romaria é di circa 8 km e si conclude con una Santa Messa. Moltissimi coloro che vi hanno partecipato e che hanno cantato e ballato tutto il tempo, nonostante la pioggia e il derby di Rio (Vasco-Flamengo) in tv! Qui sotto un video fotografico dell'evento, a cui ha partecipato, camminando molto, anche il piccolo Isacco!


domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua 2011 dal Brasile!

Se la tua vita fosse un albero?...
 Sarebbe piena di frutti!!!
 
Abbiamo chiesto ai giovani del gruppo Juventude Missionaria di disegnare l’albero della loro vita. Inaspettatamente tutti hanno disegnato un albero pieno di frutti.
In questi frutti hanno posto molti significati: sono ad esempio le occasioni che ci ha dato la vita, alcune maturate, alcune lasciate cadere al suolo e perse, ma sono anche volti amici, incontri, stelle poste sul nostro cammino o ancora mete raggiunte, magari con fatica e dedizione. Nei frutti questi ragazzi hanno posto i loro sogni, le loro speranze. Ecco questi frutti sono speranza!

Per questa Pasqua
Vi auguriamo di poter riscoprire i frutti del vostro albero e raccoglierli ponendo in essi le vostre speranze!
Vi auguriamo di sentir ardere il vostro cuore nell’incontro con Gesù Risorto e ritrovare la speranza come è stato per  i discepoli ad Emmaus!
Feliz Pascoa!!!
Um abraço!
Isacco Chicca Damiano


venerdì 22 aprile 2011

Ritiro di Pasqua della Patorale della Gioventù

La Pastorale della Gioventù (adolescenti e giovani dai 15 ai 25 anni) della Parrocchia ha organizzato un ritiro presso il Centro di Spiritualità Cantan-Pescantina. Un ritiro di due giorni per fermarsi a riflettere proprio alla vigilia della Settimana Santa. Ecco un video dell'evento.

domenica 3 aprile 2011

Newsletter 6 - Le notti di São Luis tra cabarè e posti di gasolina

Ore cinque e mezza del pomeriggio, sto tornando a casa e chiama Padre Orazio: “Dove sei? partiamo subito che andiamo a trovare S.!” . Di lì a poco già mi trovo sul Doblò, passiamo a prendere Maria, l’altra missionaria veronese, e “sfrecciamo” nel traffico della periferia tra voragini e laghetti melmosi caratteristici della stagione delle piogge. Nel  tragitto si aggiunge anche Florene, cara amica nonché braccio destro, perché assistente sociale.
Finalmente arriviamo a casa di S. dove ci accoglie il sorrisone di Camilla, sua figlia, la più piccola. Entriamo in casa e chupando un ottimo cremosino (tipo di gelato a base di yogurt... inspiegabile, provare per credere!) parliamo della possibilità di aiutare S. nell’acquisto di una friggitrice per vendere patatine sulla porta di casa, visto che non permettono più agli ambulanti di entrare nel terminale degli autobus e quindi lei si trova in difficoltà… una casa, due figlie e l’artrite che le sta deformando mani e piedi… ma due occhi che brillano e un sorriso di donna forte e convinta nell’andare avanti.
Mentre parliamo ecco che arriva Wemerson, neanche un anno di vita e tante mamme… la sua, quella vera, non ce l’ha fatta, la droga è stata più forte di lei e ora gira tra una boca de fumo (spaccio) e un cabarè (tipo casa chiusa) assaporando la tanto agognata………… libertà…………….
E’ sempre una gioia incontrare S. ma la notte è lunga e purtroppo dobbiamo salutare, all’RI ci aspettano! Il Recanto delle Innocenti (RI) per noi è un marciapiede con alcune sedie di plastica e un portone scuro, per loro è un bar con attorno alcune camere dove lavorare e, di fatto, vivere…. ma quando escono per incontrarci sul marciapiede il lavoro resta dentro e per noi sono “solo” delle belle ragazze che tra timidezza, vergogna e sicuramente un po’ di fatica ci raccontano della loro vita, della loro famiglia e magari anche dei loro sogni.
Il giovedì sera sanno che arriviamo, non ce l’hanno mai detto, ma io credo che ci aspettino… Appena arriviamo scambiamo baci e abbracci, le ragazze ci chiedono subito dove sono Antonio Moura, che non c’è perché è appena diventato padre, Flor de Maria, (nella foto a dx é quella di destra) che è appena partita come missionaria laica in Mozambico e Irma (suor) Lu (nella foto é quella di sinistra) che invece arriva da li a poco e subito si unisce a noi che stiamo già chiacchierando con G. e L.
E’ una serata movimentata al Recanto, musica alta, birra e qualche cliente che vediamo ballare con le ragazze all’interno del bar… mentre sto sbirciando ecco che arriva R., poco più di vent’anni e un pancione di sette mesi che si fa ben sentire mentre l’abbraccio… ”sei andata a fare l’ecografia?”.. ”sì, sono andata ma non l’ho fatta perché non pensavo bisognasse prenotare.. telefonerò”… ”e chi è l’altra ragazza incinta là dentro che balla?”.. ”è una nuova”…. ”come stai?, vai ancora in giro col coltello tra i seni??”… ”no, ora sono tranquilla, ho fatto pace con F.!”… R. se ne va e ecco che arriva F., litigando con un’altra, non ci saluta nemmeno e sì che ci conosce bene! L’abbiamo aiutata tanto ma come M. anche lei ha preferito la………..libertà……….
J. invece ha scelto di liberarsi di F. e ora lavora dall’altro lato della strada in un bar della stessa padrona dell’RI, mentre stiamo andando via ci viene incontro per salutarci, ci abbraccia forte con un grande sorriso e scappa via.
La serata non è ancora finita, saliamo tutti in macchina : destinazione posto di gasolina (distributore di benzina), direzione superstrada in uscita da São Luis verso l’interior. Appena arrivati incontriamo subito L., sui quarant’anni e tanti figli, viene fin qui in taxi, quasi tutte le sere. Dall’altra parte della strada c’è C. Ogni volta che la troviamo vorremmo caricarla in macchina e riportarla a casa dal suo piccolo Cristian, ma non ci siamo mai riusciti… chiacchieriamo un po’ ma poi il lavoro chiama e quindi scivola via sorridente come quando è arrivata… ha quattro mesi di affitto arretrato da pagare…
È tardi, la stanchezza si fa sentire, ultimo tentativo tra i camion, ma niente da fare: le ragazze sono già impegnate… decidiamo di tornare a casa ma prima ci riuniamo per pregare con il testo che Irma Lu ha preparato per noi stasera. Sotto il cielo scuro, tra i camion e l’asfalto bagnato, ci teniamo per mano e ringraziamo Dio per aver optato per i poveri, per i bisognosi, per gli emarginati, per Flor de Maria, per la figlia di Moura, per S. Due ragazzi ubriachi arrivano da distante, urlano, si avvicinano e ci prendono in giro… L. li guarda e dice “Zitti, qui stiamo pregando!”
Saliamo in macchina, ci sorride e ci saluta, la notte per lei è ancora lunga….

Quella che vi ho raccontato oggi è una serata con il gruppo GAM (Grupo de Apoio as Mulheres), un gruppo (nella foto) che è nato un anno fa con Irma Lu, Flor, Florene, Francisca , Antonio Moura e Padre Orazio e a cui ho avuto il piacere di aggiungermi anch’io quando sono arrivata. Lavorare con queste ragazze non è facile, spesso la droga e la voglia di sentirsi libere, distrugge ogni loro buona intenzione di cercare una lavoro, una vita e una libertà più veri.
Mai come ora ho sperimentato la pazienza e la perseveranza, ma ogni volta che guardo gli occhi luminosi di S., che fino a qualche tempo fa era su quel marciapiede, penso che ne vale la pena!
Un abbraccio a tutti!                                                             Chicca

In questo mese è arrivato Cajù, il nostro nuovo amico e coinquilino!


Un regalo da parte di Irma Lu, trovato per strada dopo i festeggiamenti del Carnevale… 












 

giovedì 3 marzo 2011

Newsletter 5: La Comunità di Santana

Scrive Damiano (detto Damião, con pronuncia della ã molto nasale…)
Newletter 5: “I 3 del mese”
3 marzo 2011


Immagina una comunità di 300 persone circa, che vive in mezzo al mato (zona che non ha traduzione italiana… è un terreno rurale, con piante, cespugli e vegetazione incolta). Che vive in casette di taípa (fango) o di mattoni grezzi, in compagnia di animali domestici di ogni tipo (cani, gatti, maiali, asini, cavalli…) e circondata da altri tipi di animali selvatici come tarantole, serpenti, bradipi, scimmiette, coati (foto)...
Immagina un posto a 4 km dalla città, quindi non molto lontano. Che non ha l’acqua corrente (ma pozzi), che non ha le fogne (ma buchi profondissimi nel terreno dove riversare gli scarichi), ma almeno ha la corrente elettrica con fili posticci tirati qua e là e appesi a questa e a quella pianta…
Immagina un villaggio dove la linea telefonica non arriva e i cellulari non prendono. E dove in mezzo alla piazzetta centrale c’è una cabina del telefono e la signora che ci abita di fronte riceve le telefonate e poi fa girare la notizia arrivata ai diretti interessati…
Immagina un posto dove tutti sanno tutto di tutti! Dove, se cerchi una persona e chiedi al primo che trovi per strada, quello sa dov’è e cosa sta facendo…
 Immagina una realtà dove la comunione è tutto. Un esempio? Una volta un ladro ha rubato una televisione in una casa di questo villaggio. Tutti già lo sapevano. Lui poi l’ha nascosta per andare a recuperarla durante la notte. Tutti già sapevano dove l’aveva messa. Con il buio, l’uomo è tornato e ad aspettarlo c’erano tutti gli uomini della comunità… Finale della storia? Per 3 giorni hanno fatto “capire” all’uomo che non si ruba… e poi hanno chiamato la Polizia!
Immagina una comunità antica, che ha decine e decine di anni di storia. Dove la gente non si sposa con quelli dei villaggi accanto, ma solo tra sé… Dove se tu vai a vivere, sei libero in tutto, ma se poi te ne vai, non puoi vendere quella casa… perché resta della comunità ed è lei a decidere che farne…
Immagina un posto dove se la Messa è alle 8 della sera, la gente va a prepararsi alle 8 della sera… Dove nessuno ha l’orologio e la natura dà il ritmo alla vita…
Ecco, se hai finito di immaginare, ora entra nella realtà. Benvenuto a Santana!

Santana (traduzione italiana: Sant’Anna) è la comunità più antica (ha 150 anni di storia) e la più lontana della nostra Parrocchia (fuori 4-5 km da Cidade Olimpica). E’ nata da un Quilombo, cioè una comunità di schiavi scappati dalle fazende dei loro padroni e poi col tempo è diventata una comunità. Ci si arriva da varie strade, ma noi ne conosciamo tre… Una  dritta, in mezzo al nulla, fatta di terra rossa (vedi foto a sinistra) e oggi (stagione delle piogge) piena di pozzanghere enormi. La seconda in mezzo al mato. La terza passando in macchina a lato di un lago (con una ruota dentro l’acqua) che, dicono, abbia i jacaré (piccoli caimani) e i piranha e a fianco di una fattoria che alleva anche struzzi… Quindi già arrivarci è meraviglioso! E conoscere la gente che vive là lo è ancora di più!

Abbiamo iniziato il progetto sportivo proprio a Santana (nella foto sotto, la Chiesa cattolica)! Una cosa spartana, ma efficace. Io e Pedro (l’allenatore di calcio) arriviamo alle 8 della mattina del sabato e passiamo per le vie del villaggio. Io guido, lui fuori dal finestrino, soffia nel fischietto da allenatore! È il richiamo! La gente sa che inizia sport… Sono stati loro stessi a dirci di fare così: è troppo difficile ricordarsi che il sabato mattino dalle 8 alle 11 c’è sport… Che mitici! Io costruisco il campo di volley: una signora mi presta due pali di legno per sostenere la rete (rete che ho già con me), un bambino traccia il campo con dei legni, un ragazzo taglia l’erba alta con un macete. Pedro intanto sistema il campo di calcio, soprattutto mettendo delle assi su un buco fondissimo (dicono una 15ina di metri) che serve come scarico delle fogne e che è proprio sulla fascia destra del campo da calcio… La gente arriva con calma… gli ultimi addirittura alle 10.45, quando sanno bene che terminiamo alle 11… si gioca a tutto: calcio, volley e tra qualche settimana c’è l’idea di iniziare anche con la capoeira. Vengono bambini, giovani, adolescenti, mamme… Qualcuno gioca mangiando frutta, qualcuno tenendo un neonato in braccio, qualcun altro con un coati sulla spalla, uno va, l’altro arriva… Il primo sabato abbiamo visto circa una 30ina di persone diverse! È un modo per tenerli occupati una mattina, fare gruppo, divertirsi ed essere spensierati… alle 11 tutti sono felici e vanno alle loro casette, tranne qualcuno che ti domanda un passaggio per Cidade Olimpica (qui i bus non arrivano e sarebbero 4-5 km a piedi e nel fango, per arrivare alla città, ai negozietti, ai supermercati, alle comodità più semplici).

Santana. Che posto! Te ne torni a casa con mille cose in testa… Ben sapendo che hai visto, scoperto, conosciuto l’1% che quella Comunità tiene nascosto! Però è già tanto per essere raccontato in Italia, per far capire come vive la gente qui. E Santana è già strana per chi vive a Cidade Olimpica, cioè dietro l’angolo… Figurarsi per noi italiani!
  
Ed è proprio raccontandovi della semplicità e dell’originalità di questo luogo che vi salutiamo questo mese. Qui ci stiamo sempre più dentro! Isacco finalmente ha iniziato l’asilo (vedi la foto con la divisa) e così ora giocherà con bambini della sua età e imparerà il portoghese, la Chicca continua le visite con la Pastorale della Criança (bambini) e i pesaggi, continua con il Gam (il gruppo che va a visitare le ragazze di strada) e ha iniziato il progetto Vita Nascente, con l’accompagnamento delle mamme pre, durante e post parto. Io continuo con la Pastorale della Comunicazione (sia a livello parrocchiale, con il giornalino della Parrocchia e il sito internet 
http://paroquiadasantissimatrindade.blogspot.com/, che a livello diocesano) e ora sta iniziando il progetto sportivo: Santana è stata la prima Comunità, ma siamo riusciti ad entrare anche nelle due scuole statali… Le cose sembrano promettere bene, vediamo nei prossimi giorni. Maria e Carolina (le due laiche veronesi giunte a fine gennaio, vedi nella foto insieme a Chicca) si stanno integrando nella realtà e stanno entrando nel mondo di lingua portoghese! I tre Padri non si stancano mai e continuano a darci nuovi input e nuove idee… Siamo contenti perché siamo davvero un’ottima equipe!
Ciao a tutti! Alla prossima!

Ps. Qui siamo in piena stagione delle piogge e la cosa non è molto bella soprattutto per chi va in macchina… Le strade diventano veri e propri fiumi e spesso si aprono buchi enormi… Un esempio? Guardate la foto qui a lato… Nel centro di São Luis il 13 febbraio… Troppa pioggia, il buio della notte e l’autista della macchina bianca non si accorge che ci sono dei lavori in strada (allargati dal fiume di pioggia). Ci finisce dentro e quello dell’auto rossa gli plana sopra… Nessun ferito, ma il messaggio è chiaro: andare in macchina da queste parti non è una passeggiata!!!


giovedì 3 febbraio 2011

Newsletter 4 - Salvador de Bahia

Scrive Chicca
Newletter 4: “I 3 del mese”
3 febbraio 2011

Dialogo senza parole con un tassista bahiano           (Salvador de Bahia - 28 gennaio 2010)
Sei contento oggi? con tutta questa  gente che va e viene dall’aeroporto hai un sacco di lavoro!
A dire la verità di solito gli altri giorni lavoro di più. Sono d’accordo con alcuni hotel qui vicino e così porto sempre in giro turisti, a volte li accompagno alle spiagge e poi torno anche a prenderli. Sapete, Dio mi ha affidato un grande incarico, un grande privilegio…

E quale sarebbe?
Mi ha donato quattro figli bellissimi e ora mi ha chiesto di prendermi cura di altri quattro bambini che hanno perso la mamma, quindi siamo diventati in dieci in famiglia! Dio mi ha dato una grande opportunità, quella di poter educare otto figli!Sono stato davvero fortunato! quindi devo lavorare e fare di tutto per poter essere all’altezza di questo incarico, perché possano andare tutti a scuola e vivere una vita degna!la sera mi piace tornare a casa presto e passare un po’ di tempo con la mia famiglia, vedete a quest’ora (venerdi sera) tutti si riversano nelle strade e nei bar per ubriacarsi e festeggiare l’inizio del fine settimana, ma io preferisco tornare a casa, con la mia famiglia perché ogni giorno per me è un dono, una festa!

…..

E comunque anche quando sono in casa il mio cellulare è sempre acceso, cerco di essere sempre a disposizione 24 su 24 perché qualcuno potrebbe avere bisogno di me!potrebbe trovarsi nei guai, perso in questa grande città e magari di notte, non voglio pentirmi di non aver aiutato una persona nel bisogno solo perché avevo il cellulare spento o perché non ho voluto rispondere!anche quando vado in vacanza lo porto con me così, se non posso andare io, mando un collega.

…..

Eccoci all’aeroporto, che Dio vi accompagni! boa viajem!

Morale: a volte le lezioni di vita le trovi nei posti più impensabili, negli ultimi scampoli di tempo di una giornata e di un viaggio. Su un taxi o dentro una chiesa in rovina, dove da dieci anni un ragazzo francese accompagna i moradores de rua (i “barboni” in Italia) dormendo per terra sul pavimento freddo, pregando Dio tra cartoni e immondizie, aspettando tè di bucce di maracujà, guardando il fuoco scaldare la comida (pasto) su un forno a legna, condividendo quello che c’è da mangiare e un tetto per dormire.

Lezioni di vita e di fede che si leggono tra le rughe di padre João (nella foto sopra è il primo a sinistra), che con 82 anni di vita (e 47 di missione in  Brasile) sente questa terra come la sua casa, mentre con dimestichezza cammina tra le bancarelle e il fango del mercato di Sao Joaquin e si complimenta per la forza del piccolo, grande Isacco (che come tutti ha dormito per terra nella chiesa e condiviso tè di maracujà, strappando i sorrisi sdentati dei moradores de rua). Tra l’altro prima notte della sua vita senza biberon: anche lui nel suo piccolo ha imparato la semplicità di adattarsi a quello che c’è, senza disperarsi per quello che non c’è! E ora il bibe se l’è proprio dimenticato =O)
Altre rughe e vite e esperienze che hanno incrociato il nostro cammino nei giorni successivi,  all’incontro nazionale dei missionari italiani, e che ci hanno fatto rammaricare per la scarsità di giovani e l’assenza di famiglie. Ma allo stesso tempo abbiamo saputo apprezzare l’esperienza preziosa di tanti missionari con qualche capello bianco più di noi.






Tra il mare azzurro di questa terra bagnata dal sudore degli schiavi, che a tratti sembra di più Africa che Bahia, abbiamo passato alcuni giorni riflettendo con altri 110 missionari, circa il nostro stile di missione, la nostra “opzione preferenziale per i poveri”, il nostro essere ponte e scambio tra chiese, popoli e culture. Seppur distanti gli uni dagli altri sia per età che geografia, possiamo dire di esserci sentiti parte di una grande famiglia e si sa che dove c’è famiglia c’è casa! =O)

Ora siamo tornati a São Luis e stiamo dedicando alcuni giorni per fare verifica con tutta l’Equipe. Tutta perché  ora siamo al completo: sono arrivate Maria e Carolina, le due ragazze che vivranno con noi questa avventura in Brasile. E inoltre qui con noi ci sono don Giuseppe Pizzoli, direttore del Centro Missionario di Verona, e Anna Rosa, rappresentante per lo stesso Centro dell’Equipe di formazione per noi missionari in Brasile… oltre a don Alberto Brignoli  e Don Maurizio Cuccolo direttamente dal CUM – Centro Unitario Missionario della Conferenza Episcopale Italiana - guest star ma soprattutto amici…che onore!
Sono stati giorni davvero belli e proficui, vissuti nella vera corresponsabilità tra preti e laici! Possiamo dire di  essere davvero una bella equipe!

Stanchi per questo periodo così intenso, ma strafelici, vi salutiamo mandandovi un abbraccio bagnato dalla stagione delle piogge!
Un saluto particolare a chi tra poche ore aprirà questa mail al lavoro…forza e coraggio presto arriverà il caldo anche da voi!=O)
Un abbrabbacio o un baciobraccio come preferite!
Chicca-Damiano-Isacco